Il Tirreno

Pisa

SANITà DA PRIMATO A CISANELLO 

Il centro trapianti di fegato non teme la sfida di Careggi

Danilo Renzullo; ALTRO SERVIZIO A PAG. 11
Il centro trapianti di fegato non teme la sfida di Careggi

Il direttore De Simone definisce «una suggestione» il depotenziamento di Pisa Da Conti a Ziello, la Lega fa quadrato per impedire “concorrenze” in regione 

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pisa

«Vogliamo confrontarci e competere con realtà come Seoul e Shanghai e non intraprendere una sfida regionale».

Un’eccellenza in bilico, tra i programmi di innovazione e il costante aumento di pazienti, e un possibile “depotenziamento” a favore di Firenze. Il centro trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) chiama la politica e le istituzioni locali a difendere e favorire lo sviluppo di quella che il responsabile Paolo De Simone, direttore dell’unità operativa, definisce «una struttura di eccellenza all’interno di altre strutture di eccellenze» rappresentante da tanti reparti dell’Aoup.

«Una suggestione», come De Simone bolla l’ipotesi di depotenziamento a favore di Careggi. «È possibile che una città come Firenze voglia avviare un’attività di trapiantologia epatica. Immaginare una frammentazione di questa attività è però un’idea da archivio storico: è necessario continuare ad investire su Pisa affinché la Toscana resti competitiva in questo settore della sanità pubblica, continuando a primeggiare» evidenzia il direttore dell’unità operativa di chirurgia epatica e del trapianto del fegato rivolgendosi al sindaco Michele Conti, all’onorevole Edoardo Ziello (Lega), al senatore Manuel Vescovi (Lega) e al consigliere regionale e membro della commissione sanità Jacopo Alberti che ieri hanno visitato il centro.

Un timore alimentato anche dall’ultima relazione del Centro nazionale trapianti (Cnt) che ha assegnato un voto appena sufficiente al centro sottolineando che il lavoro svolto «appare buono, ma non vengono attuati i programmi di qualità, cioè trapianto di segmenti, pediatrico e vivente, non c'è stata la capacità di utilizzo dei donatori a cuore fermo e non c'è capacità di utilizzo di fegati generati in altre regioni». Un duro giudizio smentito però dai numeri e dalle attività di quella che è considerata un’eccellenza mondiale. «È necessario fare squadra - evidenzia Franco Mosca, “padre” della trapiantologia pisana e toscana - e per farlo è necessario che l’amministrazione si schieri a difesa dell’ospedale di Pisa e di quel duro lavoro con il quale siamo riusciti a creare questa eccellenza, concretizzata con poche risorse e l’impegno di tante persone. Occorre investire, ma è necessario che ci siano anche persone che ci difendano: Pisa vive di Università ed ospedale e non possiamo rischiare che vengano messe in discussione le loro eccellenze».

Una sorta di Sos (il possibile depotenziamento del centro era già stato smentito dall’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi) raccolto dal sindaco e dal senatore Vescovi. «In me troverete un grande alleato - sottolinea il primo cittadino rivolgendosi ai responsabili e al personale medico e infermieristico -. L’Aoup è un fiore all’occhiello della città e il centro di trapianti di fegato un’eccellenza. Abbiamo il dovere di difendere questa grande industria da qualsiasi attacco». «In Toscana, nel campo dei trapianti di fegato, abbiamo già un’eccellenza ed è quella pisana - conclude Vescovi -. L’eccellenza va tutelata e valorizzata, senza creare forme di concorrenza, soprattutto a livello regionale». —



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