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«Offesa su Facebook insieme a mio figlio: ho fatto denuncia»

«Offesa su Facebook insieme a mio figlio: ho fatto denuncia»

Dopo il sindaco di San Giuliano anche Paola Viegi (Psi) ricorre alle vie legali contro gli attacchi sui social: «Indignata come mamma e politica»

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PISA

Per le offese ricevute su Facebook, il sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio, ha querelato l’autore del post. Un esempio che è stato subito seguito da Paola Viegi, consigliera comunale a Cascina per Psi-Pse, già candidata al Senato. Oggetto un post scritto da un profilo poi risultato falso. «Incredibile ma vero - si legge -. Quel ragazzo nella foto a sinistra è il figlio di Paola Viegi, donna molto conosciuta in provincia di Pisa. Mentre nella foto (a destra) potete vedere un ragazzo che fuma uno “spinello artigianale” durante il chiassoso corteo del Canapisa. Direi che rappresenta un pessimo esempio per la comunità pisana».

«È palese - commenta Paola Viegi - l’attacco alla donna, alla mamma e al mio ruolo politico. Fermo restando che abbiamo dato seguito alle opportune denunce per diffamazione, ritengo doveroso da persona “pubblica” quale vengo definita da questo “signore”, e anche alla luce delle ultime reiterazioni a danno di personaggi pubblici, specificare che sono abituata a queste azioni meschine che purtroppo rientrano nel rischio di chi fa politica. Mi indigno invece come mamma, ritenendo di una vigliaccheria estrema violare la privacy della mia famiglia in quanto l’atto denigratorio è esteso a mio figlio. Da persona impegnata da anni nel volontariato combatto quotidianamente questi episodi che spesso vanno a colpire persone e soprattutto giovani deboli, e quante volte la cronaca parla di suicidi a causa del cosiddetto cyber bullismo».

«Se invece si tratta di altro, collegato al lavoro che svolgo in consiglio comunale a Cascina, in questo caso - prosegue - mi preoccupano queste piattaforme informatiche e l’uso-abuso che se ne fa in nome di un nuovo e più moderno modo di fare politica. La politica, quella seria, ascolta e rispetta. Ma soprattutto agisce con lealtà. Facebook e gli altri social sono diventati un palcoscenico privilegiato per personaggi equivoci e vigliacchi. È arrivato il momento di dire basta. Ah, segnalo che mio figlio non ha mai fatto uso di cannabis né di altre droghe e sono orgogliosa dell’esempio “sano” che ha dato e sta dando come volontario ed istruttore a molti bambini ed adolescenti pisani». —



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