Il Tirreno

Pisa

L’ex vicesindaco torna a parlare: il lavoro serio di questi anni è stato  di gran lunga superiore alla portata che oggi gli viene riconosciuta 

«Di fronte alla crisi dei partiti il Pd doveva valorizzarci di più»

F.L.

l’intervistaGhezzi, due mesi di silenzio dopo le amministrative: che lettura ne possiamo dare?«Il silenzio è d’oro. Sto ancora tirando un bilancio degli ultimi quindici anni di amministrazione che...

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l’intervista

Ghezzi, due mesi di silenzio dopo le amministrative: che lettura ne possiamo dare?

«Il silenzio è d’oro. Sto ancora tirando un bilancio degli ultimi quindici anni di amministrazione che non sia troppo influenzato dall’esito delle elezioni di giugno».

Ma per ora questo bilancio cosa dice?

«Per prima cosa che è stato un privilegio avere l’opportunità di mettere le mie energie e competenze a servizio di una città che in questi quindici anni è profondamente cambiata e si è rigenerata positivamente in tante sue componenti. Pur avendo attraversando il decennio di crisi più significativo dal dopoguerra, Pisa ha saputo mantenere, anzi incrementare, sia la qualità dei servizi che la pianificazione degli investimenti mantenendo un bilancio solido. Un Comune che ha ridotto il debito di oltre 110 milioni e che paga mediamente i fornitori in 19 giorni e che nell’ultimo decennio ha eseguito interventi di grande prospettiva come il recupero delle Mura, degli Arsenali o del Giardino Scotto, per oltre 450 milioni di euro con attenzione agli investimenti in politiche abitative, nell’incremento del verde, nell’edilizia scolastica e nella sicurezza idraulica».

Eppure la città ha scelto il cambiamento...

«Si è chiusa una fase e bisogna prenderne atto. Nella valutazione complessiva, a mio avviso, sono subentrati molti fattori poco ricollegabili al reale lavoro amministrativo svolto. Il clima nazionale con le concomitanti convergenze politiche, la crisi profonda del Pd e il suo approccio locale alle elezioni amministrative, l’esasperazione diffusa per le problematiche legate alla sicurezza, alcuni effetti degenerativi del fenomeno dell’immigrazione che ogni città d’Italia sta subendo, un’insoddisfazione diffusa figlia, come dicevo prima, di una profonda e lunga crisi economica e aggiungerei anche di valori. Però resto convinto che il lavoro serio di questi anni sia di gran lunga superiore alla portata che gli viene oggi riconosciuta».

Cosa si aspetta dal nuovo governo della città?

«Per prima cosa mi auguro che sappia valorizzare questo patrimonio reale e tangibile che viene lasciato in eredità. La sicurezza è un tema centrale delle promesse elettorali. Immagino che ne continueremo a sentire parlare, ma, al di là degli slogan, temo con una percezione diffusa sempre insoddisfacente: in fondo chi si è accorto che negli ultimi dieci anni le presenze rom a Pisa sono diminuite da 1.100 a poco più di 300 con il superamento di campi a partire da quello della Bigattiera?».

Subito dopo il voto alcuni esponenti del Pd hanno individuato nel civismo uno dei problemi della sconfitta elettorale...

«Mi sembra un’analisi molto superficiale che tende a spostare l’attenzione dai veri problemi del Pd e che non sta a me commentare. Il civismo in questa città ha rappresentato e rappresenta un patrimonio vero, a due cifre, che ha contribuito a dare stabilità e competenza al governo di Pisa. Uno dei limiti del Pd, semmai, è non averlo valorizzato di più nel tempo, soprattutto in un momento di profonda crisi dei partiti, rimanendo arroccati su una dimensione autoreferenziale con tendenza ad aperture ideologiche».

L’ex assessore Sanzo ha addebitato invece al sindaco Filippeschi il risultato elettorale...

«Ci sono momenti in cui tacere, magari riflettere, è più che opportuno, ma non tutti hanno l’umiltà per farlo. Chi lavora in una squadra dovrebbe mantenere coerenza e rispetto sia prima che dopo. Anche nelle divergenze che, certamente, possono esserci».

E a lei addebita una presenza insignificante sul litorale...

«Non meraviglia che Sanzo non si sia reso conto del lavoro svolto dai suoi colleghi. La sua assenza frequente dai lavori di giunta e dal territorio non lo avrebbe consentito. I temi della campagna elettorale mi sono sembrati chiari e Sanzo ha avuto per anni la delega alla sicurezza».

Ma il suo lavoro sul litorale come lo valuta?

«Per la prima volta è stata introdotta una delega per il coordinamento delle attività sul litorale e io mi sono appassionato davvero molto. Basta ricordare la realizzazione di tre nuove aree verdi attrezzate, di un’area di sgambatura cani, la nuova illuminazione di Marina e di Tirrenia, la rimozione delle bancarelle in piazza Belvedere, i percorsi di riqualificazione ed arredo della terrazza, la fognatura e il sistema viario con le nuove rotonde a Tirrenia, la nuova dignità data a tutto il litorale nel periodo natalizio, gli appuntamenti organizzati d'estate (dal concerto di Manu Chao alla doppia presenza delle Frecce tricolori), alle stagioni sempre più ricche di Marenia. E potrei continuare».

Il litorale sta chiudendo una stagione estiva che sembra positiva nel suo complesso...

«Una stagione di eventi di grande qualità, da Calambrone a Marina di Pisa, frutto di un lungo lavoro dello scorso anno e di cui devo ringraziare la Fondazione Teatro, i firmatari del protocollo Marenia e l’Ufficio turismo e litorale. Mi auguro che si sappia ripartire da questi risultati incoraggianti con equilibrio e rispetto di tutte le parti in causa». —

F.L.



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