Sicurezza
Per la Mattonaia e Fossabanda il Comune bussa all’Università
La vicesindaco Bonsangue: un interlocutore possibile per valorizzare i nostri beni in vendita da tempo
PISA
La razionalizzazione del patrimonio comunale come strumento per reperire risorse economiche e riuscire a diminuire la pressione fiscale sui cittadini. Obiettivi ambiziosi per Raffaella Bonsangue (Forza Italia), vicesindaco con delega, tra le altre, al patrimonio. «Una grande sfida, con questo orientamento politico a favore della comunità». L’impegno non è certo di poco conto. Il patrimonio comunale è ampio, tra fabbricati e terreni l’elenco dei beni alienabili supera i 60 milioni di euro di valore. Soprattutto contiene immobili che sono casi aperti, partite sfiancanti che le precedenti amministrazioni hanno cercato inutilmente di vincere senza venirne a capo. La Mattonaia tra vicolo Vernagalli, via Degli Orafi e via Sant’Orsola, e l’ex convento di Santa Croce in Fossabanda su tutti.
Il complesso della Mattonaia, rimasto incompleto, è stato messo all’asta ripetutamente ed inutilmente dal Comune. Santa Croce in Fossabanda, già un albergo, è invece rimasto impantanato in un negoziato senza sbocco con il Diritto allo studio.
«Prima di andare sul mercato tradizionale vogliamo verificare le esigenze istituzionali. E l’Università può essere un interlocutore», rivela la vicesindaco Bonsangue che ha dunque intenzione di aprire un fronte di dialogo con l’Ateneo per comprenderne e stimolare l’interesse sia nei confronti della Mattonaia, posizionata in pieno centro, che dell’ex convento, a due passi dal Polo Piagge. Ancora sulla Mattonaia: «La speranza è di trovare una soluzione, l’ipotesi della demolizione non vorremmo proprio prenderla in considerazione».
Un altro grande edificio in centro, questo in piazza Facchini, è il palazzo ex Telecom. Sfumata la cessione alla Fondazione Pisa (per 5,2 milioni di euro, cifra allora considerata troppo bassa dalla ufficio comunali), si sono susseguite aste andate puntualmente deserte. Il sindaco Michele Conti e la vicesindaco sono andati a vedere gli spazi di quella che è stata la sede della Sepi (prima del trasferimento alla Sesta Porta) e di vari uffici comunali.
«L’idea - dice Bonsangue - è di vedere se si può recuperare il palazzo ex Telecom ad esigenze istituzionali del Comune. Si tratta di una struttura a norma su cui si è speso molto e questo si riflette sul valore. Con poco si potrebbe riattivare l’uso da parte degli uffici, togliendo dunque l’edificio dal piano delle alienazioni nel quale si trova».
C’è poi una permuta che dovrebbe andare a buon fine, quella tra palazzo Mosca (pezzo della sede comunale a fianco di palazzo Gambacorti, proprietà del Demanio, canone di affitto di 220mila euro l’anno) e la caserma del comando provinciale dei carabinieri (che invece è di proprietà comunale). «Stiamo definendo gli equilibri finanziari, credo che l’operazione a questo punto sia fattibile».
Pausa di riflessione, a proposito di permute, tra Comune e Provincia sullo scambio che, tra gli altri, avrebbe dovuto portare alla Provincia i terreni su cui sorge il complesso scolastico Marchesi e al Comune gli impianti sportivi della Fontina. Sul fronte dei terreni comunali, anche quello in zona porto di Boccadarno. «Guardiamo al caso con sensibilità ed attenzione, non dimentichiamo che c’è una procedura concorsuale attivata».
Per la vicesindaco, un’area che merita di essere valorizzata è quella attorno a Palasport e piscina comunale. «Può diventare una vera Cittadella dello sport, utilizzata anche dalle famiglie d’inverno e d’estate, con apertura di punti di ristorazione». —
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