Lutto
«Obbligo vaccinale: ecco perché ho firmato la proposta di legge»
Il consigliere regionale: in Toscana su un tema delicato e fondamentale come quello della salute non vogliamo perdere tempo
PISA
«Credo nella scienza. Credo nella medicina. E credo sia arrivato il momento di rimettere le competenze al centro del Paese dei tuttologi dove, ultimamente, gli immunologi fai-da-te hanno senza dubbio assunto un posto di rilievo (vicepresidentesse del Senato incluse, ahimé). È per questa ragione che, orgogliosamente, sono tra i firmatari della proposta di legge regionale sull’obbligo vaccinale che porteremo nei prossimi giorni alla discussione dell’aula consiliare», dice il consigliere regionale Antonio Mazzeo (Pd).
«Il punto - prosegue - è semplice: dal momento che il governo nazionale ha deciso di rinviare la procedura di un anno, sdoganando l’incredibile ossimoro dell’obbligo flessibile, in Toscana su un tema delicato e fondamentale come quello della salute non vogliamo perdere tempo. Sia chiaro: non è volontà della politica di interferire su altri campi. Anzi. Esattamente l’opposto. Vogliamo che sanità e salute pubblica si basino sulla scienza e non sul sentito dire, sui medici e non sui santoni. La nostra proposta di legge, dunque, si basa su tre aspetti fondamentali. Il primo è riconoscere come prioritaria la protezione dello stato di salute dei minori e identificare la vaccinazione quale strumento indispensabile di prevenzione primaria, riaffermando che gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa statale costituiscono requisiti per l’iscrizione ai nidi d’infanzia, ai servizi integrativi per la prima infanzia e alle scuole dell’infanzia. Questo è un modo concreto per tutelare i nostri bimbi e, in particolar modo, i tanti di loro più esposti a rischi ed a conseguenze negative in caso di contagio. D’altro canto, laddove esistano invece accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche la vaccinazione, ovviamente, potrà essere omessa o differita».
Il secondo punto «è la consapevolezza che se ci fosse corretta conoscenza e informazione dell’argomento, l’obbligo non sarebbe necessario. Ecco allora che, nel testo di legge, chiediamo al servizio sanitario regionale di assicurare servizi di informazione e sensibilizzazione in materia vaccinale, mirati all’ascolto dei genitori e ad una informazione personalizzata. Terzo, ma non certo meno importante, vogliamo che nell’ambito del sistema di sorveglianza regionale su farmaci, vaccini e dispositivi medici, la Regione effettui in maniera sempre più puntuale il monitoraggio di eventuali “eventi avversi” a seguito di vaccinazione. Un modo, anche questo, per affrontare il tema a 360 gradi senza pregiudizi, demagogia e generalizzazioni, ma con serietà, merito e competenze. Gli unici elementi dei quali, su questa materia, non possiamo davvero fare a meno». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google