Proteste
Un dolore ancora nel cuore dei cittadini
L’intervento del sindaco Conti: «Sono giorni difficili con tante guerre nel mondo, ecco perché non dobbiamo dimenticare»
PISA
Il 31 agosto 1943 Pisa venne colpita da un bombardamento aereo che distrusse gran parte della città. Le vittime ufficiali furono 952, senza contare i dispersi.
Ieri mattina, per non dimenticare quel tragico evento, alle 11, nel Sostegno del Canale dei Navicelli, in via di Porta a Mare, è stata deposita una corona di alloro sulla lapide che ricorda le vittime del bombardamento del quartiere di Porta a Mare. Erano presenti, insieme ai rappresentati delle istituzioni cittadine, dalla Prefettura all'Università, era presente il Rettore Paolo Mancarella, il sindaco di Pisa, Michele Conti e il Presidente del Comitato Provinciale di Pisa dell’Anpi, Bruno Possenti.
«Erano passati - ha detto Il sindaco, Michele Conti - solo pochi minuti dall'una. Era l'ora di pranzo. All'improvviso lo squarcio delle sirene investì la città. Ma nessuno credeva che davvero Pisa sarebbe stata bombardata. I pisani erano convinti che Pisa sarebbe stata risparmiata. Invece accadde. Ed ancora oggi si possono vedere alcune tracce di quella tragedia sul lungarno Galilei e a Porta a Mare. Fu distrutto il complesso della Cittadella, il sistema dei navicelli, sull’Arno, la stazione ferroviaria, il quartiere di Porta a Mare, Porta a Lucca, Porta fiorentina, La Cella, l’industria Vis, la fabbrica Saint Gobain, dove alcune decine di operai furono uccisi mentre erano a mensa, la Piaggio, le chiese di Sant’Antonio e di San Paolo a Ripa d’Arno, il convento delle Benedettine, la cappella di Sant’Agata, i lungarni, i ponti, le strade: i crateri erano in tutta la città, i morti e i feriti erano dovunque. Pisa fu raggiunta da 480 tonnellate contenute in circa 1100 bombe. Ci erano voluti solo sette minuti, in tre ondate successive, per distruggere Pisa. Fino all’estate del 1944, Pisa fu imbardata altre 54 volte, mitragliata e cannoneggiata. Dai nostri alleati, che in quello stesso giorno colpirono duramente anche Foggia e Pescara. Quel giorno, il 31 agosto del ’43, le vittime ufficiali furono 952. Ma secondo altre stime, quel terribile conto, non considera i numerosissimi dispersi. Un’ondata di dolere, un’ondata di lutto imprigionò allora tutta la città. Un dolore che, a distanza di tanto tempo, è ancora nel cuore di tanti nostri concittadini. Il ricordo di quel giorno è ancora molto presente in tanti pisani. Tanti pisani, infatti, hanno perso i loro genitori, i loro figli, i loro parenti, i loro amici. A tutti loro, vittime innocenti, Pisa è al loro fianco. Pisa si raccoglie attorno a loro. Viviamo giorni difficili. In molte parti del mondo si combatte. Ed è anche per questo che non dobbiamo dimenticare quel tragico 31 agosto del 1943. Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo - ha concluso il sindaco nel suo intervento - a quelle vittime innocenti e tutti coloro che li hanno pianti e a tutti coloro che continuano a piangerli».
Alle 12, è seguita la celebrazione della santa messa, nella Chiesa di San Giovanni al Gatano, in via Conte Fazio. Al termine della funzione, è stata poi deposta una corona di alloro nella cripta dedicata ai Caduti. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
