Il Tirreno

Pisa

l’appello 

«Una benedizione speciale a chi può e deve intervenire»

C.V.

L’arcivescovo Benotto torna a chiedere aiuto per evitare che la chiesa, patrimonio storico e artistico della città, subisca nuovi crolli

2 MINUTI DI LETTURA





PISA

Dalle “orecchie da mercante” del Ministero dei beni culturali, alle tirate d’orecchie dell’Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto. Manca poco più di un mese alla festa di San Francesco (4 ottobre), e Benotto, come già fece lo scorso anno, torna a lanciare un nuovo appello alla fine delle celebrazioni per i festeggiamenti di San Lussorio a San Rossore pochi giorni fa. «Vorrei dare una speciale benedizione – ha detto l’Arcivescovo – a chi può e deve, in qualche modo, provvedere alla chiesa di San Francesco. Il Signore disse a Francesco “Và e ripara la mia chiesa…”, ora è Francesco che dice a tutti: “Guardate un po’ se vi mette d’accordo per mettere in sicurezza e riaprite la mia chiesa! ”»

«La forza di Dio è sempre un sostengo importante e indispensabile – ha continuato Monsignor Benotto – ecco perché la mia benedizione vuole arrivare al cuore, alla mente, alla voglia, alla disponibilità, alle tasche, anche, di chi può e deve pensare a questa chiesa, che rischia davvero di franare» .

Le orecchie da mercante invece sono da collegare alla tiritera dei fondi messi a disposizione dalla Fondazione Pisa per il recupero della chiesa. Dopo oltre otto mesi di attesa, lo scorso aprile la Fondazione Pisa ha lanciato un ultimatum al Ministero per firmare, entro la fine di maggio scorso, un accordo per vincolare le risorse all’intervento di risanamento della chiesa. Il Cda dell’ente di via Toselli ha quindi congelato la decisione in attesa dell’incontro con i vertici del segretariato regionale e con quelli della Soprintendenza di Pisa. Sul tavolo di questa lunga, estenuante e per alcuni versi stucchevole trattativa c’erano ben 2,7 milioni di euro che la Fondazione aveva destinato a San Francesco.

Peccato che destinare non voglia dire, “stanziare” col Ministero che secondo la Fondazione non dava le dovute garanzie di ripresa e compimento nei termini e nelle tempistiche previste per l’erogazione dei fondi. Di fatto si sono persi tantissimi mesi per questioni che agli occhi dei parrocchiani e della gente comune appaion come quisquiglie burocratiche. Ed invece non è così visto che il numero uno della Fondazione, Claudio Pugelli ribadì a giugno che «Noi abbiamo delle regole ben precise da rispettare, gli enti statali hanno le loro da seguire: cercheremo di trovare un punto d’incontro» . Tutta la questione è sorta all’indomani dei risultati elettorali nazionali ed in piena campagna elettorale per il sindaco di Pisa e forse ciò ha contribuito al ritardo sull’intera vicenda. — C.V.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web