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Pisa

la cerimonia 

Medaglia d’argento al merito civile per i sangiulianesi

Medaglia d’argento al merito civile per i sangiulianesi

La consegna al monumento delle vittime della Romagna «Per la solidarietà con cui la popolazione accolse gli sfollati»

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san giuliano terme

Domenica 2 settembre, alle 11, al monumento in ricordo delle vittime del rastrellamento della Romagna, l’amministrazione sangiulianese riceverà a nome di tutta la comunità la medaglia d’argento al merito civile.

«Un importante riconoscimento – spiega il sindaco Sergio Di Maio – che ci è stato concesso per la grande solidarietà con cui la popolazione accolse tra il 1943 e il 1944 i numerosissimi sfollati dalle zone vicine, dando così prova di ammirevole spirito di resistenza e di straordinarie virtù civiche. Il tutto nonostante le razzie, i rastrellamenti e le stragi delle truppe tedesche».

La scelta del luogo per ricevere la medaglia non è stata ovviamente casuale.

«La Romagna rappresenta per la nostra comunità – prosegue Di Maio – la memoria sempre pulsante e viva della follia nazista e, più in generale, della guerra. L’11 agosto 1944 i soldati al comando di Max Simon, gli stessi che pochi giorni dopo saranno protagonisti dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, rastrellarono 300 persone, uccidendone nei giorni seguenti 65. Nel nostro territorio l’Anpi ricorda altre cinque stragi, quelle di Agnano, Gello e Ghezzano e le due di Asciano. La risposta dei sangiulianesi a tanta violenza è stato l’affermarsi di una etica comune basata sui più alti valori della solidarietà e del rispetto. Domenica celebreremo questo nostro carattere distintivo, con la speranza che nessuno mai deleghi a questi valori per cedere alle facili sirene dell’intolleranza. Per questo mi auguro di vedere alla cerimonia tante persone e soprattutto tanti bambini e ragazzi».

Il Monte Pisano, segnalato come area d'insediamento partigiano (nella zona di Asciano operava la formazione Casarosa), era controllato da due divisioni: la Panzergrenadier-Division “Reichsführer-Ss”, acquartierata a Nozzano, in provincia di Lucca e comandata dal generale Max Simon, e la Infanterie-Division, nota come “Handgranate” e che aveva il proprio comando a Villa Borri ad Asciano. La porzione settentrionale del comune sangiulianese, quella compresa tra Rigoli e Ripafratta, per la sua vicinanza con l'importante comando di Lucca, assunse durante la ritirata tedesca una grande importanza strategica: non a caso tra il 6 e il 21 luglio 1944 i tedeschi distrussero la tratta ferroviaria. Da Nozzano i soldati della “Reichsführer-Ss” partirono quasi ogni giorno sia per operazioni anti-partigiane che per operazioni di rastrellamento di uomini. —

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