Il dolore
A fine Ottocento il restauro pagato dalla comunità
Non è la prima volta che la comunità pisana si mobilita per la chiesa di San Francesco alla quale è molto legata. Il complesso, come noto, è di proprietà dello Stato e non è stato sempre una chiesa....
Non è la prima volta che la comunità pisana si mobilita per la chiesa di San Francesco alla quale è molto legata. Il complesso, come noto, è di proprietà dello Stato e non è stato sempre una chiesa. A metà dell’Ottocento (per la precisione nel 1863) la chiesa ed il convento di furono sconsacrati e destinati a caserma militare. Poi si trasformò in un magazzino e successivamente in museo civico. «Il 15 giugno 1899 il Comune - si legge nei documenti della parrocchia - concedeva alla Curia Arcivescovile l’ex chiesa “per il solo uso del culto” e “per la conservazione delle opere d’arte”». La Curia riuscì a riaprire al culto la chiesa, fortemente degradata all’interno, solo nel 1901, «grazie ai cospicui interventi economici di un comitato cittadino – si parla di oltre 10mila lire dell’epoca – e di cui fecero parte molti cittadini».
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