Il Tirreno

Pisa

AL SANTA CHIARA 

Morì durante Tac con contrasto archiviazione per la radiologa

P.B.

Per la Procura non ci sono responsabilità mediche nel decesso del pensionato Il gip accoglie la richiesta nei confronti dell’unica indagata

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pisa

Nessuna responsabilità medica per la morte di un paziente deceduto al Santa Chiara durante una Tac con mezzo di contrasto.

Lo ha deciso il gip del Tribunale accogliendo la richiesta di archiviazione per omidicio colposo a carico di una radiologa dell’Aoup presentata dal sostituto procuratore Miriam Pamela Romano sulla base della consulenza firmata dal dottor Lorenzo D’Antonio di Careggi.

Si chiude senza rilievi penali la scomparsa improvvisa di Michele Felline, 69 anni, pensionato Telecom di Arena Metato. Era il pomeriggio del 3 ottobre scorso quando il paziente si recò al Santa Chiara per un controllo di routine dopo l’asportazione di un rene avvenuta nel 2016. Non era la prima volta che il 69enne si sottoponeva alla Tac con liquido di contrasto. Un esame che racchiude componenti di rischio, ma che in letteratura scientifica ha un indice di mortalità di un decesso su 55mila casi. Felline, per la consulenza medico legale e la Procura, è entrato a far parte di quello 0,002 per cento di chi resta vittima di una reazione avversa letale.

La radiologa, 40enne pisana, era difesa dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio con la consulenza medica del professor Marco Di Paolo. L’esposto dei familiari - assistiti dall’avvocato Gabriele Marroni - venne presentato per fare luce sulle cause che avevano portato al malore e poi al decesso di Felline. Per l’ospedale il paziente non venne mai stato lasciato solo, soprattutto in occasione della reazione avversa del liquido di contrasto. Le perplessità dei familiari riguardavano una presunta assenza di controlli dopo il malore con una rianimazione che non sarebbe stata così immediata. Fu una morte così repentina da lasciare senza parole gli stessi medici che, prima ancora della decisione dei familiari di presentare un esposto, avevano chiesto un riscontro diagnostico sul cadavere proprio per capire cosa era successo nel corpo del pensionato.

Antonella Felline è una delle sorelle di Michele. Al Tirreno disse: «Siamo rimasti sconvolti. Mio fratello stava bene di salute. Era andato in ospedale per un controllo di routine. È un colpo durissimo che dobbiamo metabolizzare. Ci siamo affidati a un legale e abbiamo fatto un esposto in Procura, ma non accusiamo a prescindere nessuno. Vogliamo sapere cosa è accaduto e se qualcosa non ha funzionato. Anche i medici erano sconvolti. Neanche loro si sanno spiegare perché Michele è morto».

L’archiviazione esclude la responsabilità della Tac con il contrasto e lascia intendere che a provocare il decesso siano stati seri problemi cardiaci del paziente. —

P.B.

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