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I banditi all’anziana: «Stai zitta», poi le botte per rapinarla in casa
Parla il figlio dell’86enne: «È ancora sotto choc» La polizia a caccia di due giovani con accento slavo
PISA
«Mamma non sta ancora bene. Non ce la fa a parlare». Il figlio della pensionata aggredita e rapinata da due banditi lunedì pomeriggio protegge l’anziana madre tornata a casa nella notte dopo essere stata in ospedale per ore. Ha bisogno di risposo. E di dimenticare.
All’ingresso della villetta a due piani in via di Putignano l’uomo, che vive a qualche decina di metri dalla madre, si limita a riferire al cronista quello che l’anziana gli ha raccontato con i limiti di una memoria condizionata da uno choc che a 86 anni è difficile da recuperare.
«Li ha sorpresi in casa – spiega il figlio –. Non è difficile scavalcare il muro di cinta. Quando se li è trovati davanti ha chiesto cosa volessero e loro hanno reagito con violenza. “Stai zitta” le hanno urlato più volte. Poi è stata aggredita e colpita fino a spingerla a terra. Sul volto ha ancora i lividi».
Un’intrusione iniziata come furto e degenerata in rapina con lesioni ai danni della vittima diventata un ostacolo all’irruzione dei due banditi. Due giovani con accento slavo. Un elemento di indagine ricavato da quel poco che la donna ha detto agli investigatori della polizia. Il resto lo hanno fatto i colleghi della scientifica effettuando la campionatura di tracce e impronte trovate nella villetta.
«Hanno preso poco o nulla – riprende il figlio –. In casa non c’è niente di valore. Qualche monile, ma niente di prezioso». Tutto questo è avvenuto intorno alle sei e mezzo di pomeriggio. Nel vicinato nessuno si è accorto dell’assalto durato alcuni minuti. La resistenza della pensionata è stata sopraffatta dalla forza dei rapinatori. Dopo averla neutralizzata hanno iniziato a cercare gioielli e denaro. Risicato il bottino. «Mia madre non tiene soldi o gioielli in casa – ripete il figlio –. Hanno preso davvero poco. L’importante ora è farla stare tranquilla».
I due banditi erano a volto scoperto, senza guanti. Hanno lasciato impronte su cassetti e mobili toccati nella ricerca di preziosi da rubare. La descrizione fornita dalla pensionata è vaga. Si ricorda solo di un accento slavo con il quale le intimavano di stare zitta mentre lei si agitava per mandarli via. Inutilmente. L’hanno colpita e strattonata andando oltre quella che avrebbe potuto essere una rapina senza usare violenza su un’anziana inerme. —
PIETRO BARGHIGIANI
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