Attenzione
Addio a Fausto Nosè, un pezzo di storia del Pisa
Negli anni Settanta ha fatto parte della squadra di serie C nella quale militavano anche Giannini, Vinciarelli e Tardelli
PISA
Se ne va un altro pezzo di storia del Pisa dei primi anni Settanta. Si è spento nella giornata di ieri a Verona Fausto Nosè, centrocampista nerazzurro dal 1971 al 1975. Nosè aveva 67 anni ed è morto in seguito ad una lunga malattia. Il primo a ricordarlo è stato il compagno di squadra Nevio Vinciarelli con un breve post su Facebook: «Ho ricevuto proprio ora la tristissima notizia della morte di Fausto Nosè, mio amico e compagno di squadra in diverse stagioni nel Pisa Sporting Club. Rip Faustino».
Nosè era nato a Nogara, in provincia di Verona, il 7 marzo del 1951 ed è cresciuto calcisticamente con la maglia del Verona. Nel febbraio del 1971 la grande occasione per debuttare in serie A: Nosè allora è un centrocampista della De Martino (le attuali squadre Primavera) ed è uno dei papabili per sostituire lo squalificato Orazi nella delicata partita del “Comunale” di Torino contro la Juvenus. La prova generale per Nosè è una partita del giovedì tra la De Martino del Verona e quella del Pisa. Nosè con un gol, in porta c’era Pietro Tomei, e un assist convince l’allenatore Pozzan a farlo debuttare. Nosè gioca una buona partita e il Verona perde 2-1 giocando alla pari con la Juventuis, questo non basta però a convincere Pozzan a dargli un’altra occasione.
Quella sarà infatti l’unica partita in A di Nosè che proprio nell’estate del 1971 sarà acquistato dal Pisa appena retrocesso in serie C, magari grazie a quella prestazione con la De Martino. Sotto la Torre Nosè ha disputato 118 partite segnando 5 reti in quattro anni, durante i quali i nerazzurri ottengono come miglior risultato un sesto posto nella stagione 1973-74 in serie C. In quegli anni il Pisa è in difficoltà a livello societario e si assiste ad un cambio generazionale: dai mitici eroi della promozione in A del 1968 come Joan, Gonfiantini, Gasparroni e capitan Barontini al lancio di giovani quali Vinciarelli, Bachlechner, Giannini, Baldoni, Luperini, Rapalini, il portiere Leardi e il futuro campione del mondo Marco Tardelli. Nosè è un punto di riferimento di quella squadra e riesce a farsi rispettare in mezzo al campo, nonostante l’1,63 di altezza. Nel 1975 Nosè decide di tornare a giocare vicino casa passando al Monselice, provincia di Padova, e infine al Chievo Verona in D dove chiude la carriera di calciatore nel 1983 per iniziare quella da allenatore delle giovanili. —
ANDREA CHIAVACCI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
