Italia
Occupano una casa in pieno centro appena liberata dopo un trasloco
L’ex inquilina: «Avevo lasciato alcune cose, me le hanno rubate». Escrementi e sporcizia dopo il blitz in via San Giuseppe
PISA. Se ne era andata da giorni dopo aver con concluso il trasloco. Qualcosa era rimasto in quella casa in pieno centro. Le utenze, però, era state staccate da tempo. L’abitazione era pronta per essere riconsegnata. Ma tra inquilina e proprietario c’è chi si è messo in mezzo all’insaputa di entrambi.
Sono quelli che hanno occupato la casa trasformandola in un bivacco per usarla non solo come rifugio, ma anche per preparare e consumare droghe. Non è necessario vivere nelle periferie degradate per raccontare storie come questa. È successo nell’area a ridosso di Piazza dei Miracoli.
In via San Giuseppe un’abitazione appena liberata da chi l’aveva presa in affitto è stata occupata dopo aver forzato il portone d’ingresso.
Patrizia Petini, 48 anni, pisana, si è accorta che qualcuno erano entrato in quella che fino a pochi giorni prima era la sua casa parlando con un conoscente. Lei gli racconta che ha appena traslocato e lui le fa notare che su via San Giuseppe c’è una persiana aperta in corrispondenza della sua abitazione.
«Mi è sembrato strano perché ero sicura di aver chiuso infissi e persiane – spiega Petini –. Sono andata a vedere di persona e ho trovato tutte le persiane aperte». Era sera. La donna non è entrata in casa. Temeva quello che di lì a poco la polizia municipale ha accertato con un ingresso favorito dall’autoscala dei vigili del fuoco. Nelle stanze c’erano i segni di una soggiorno tutt’altro che educato. Rifiuti, liquori, coperte per giacigli improvvisati. Il parquet trasformato in un cestino per i rifiuti. Prima sono entrati gli agenti. Poi è stata fatta salite l’ex inquilina.
«Dentro non c’era nessuno – prosegue Petini –. Ma mi è bastato poco per capire cosa avevano combinato. Avevano rovistato e messo a soqquadro ogni stanza. A un conto rapido mi hanno portato via diversi televisori, numerose lampade a muro che avevo smontato e lasciato sul pavimento, attrezzature da sub e un computer subacqueo. Un danno di almeno mille euro». Ad arricchire la contabilità dell’occupazione anche l’abbandono di escrementi, mozziconi di sigarette e diverse tracce di materiali usati per preparare sostanze stupefacenti da fumare. Su un tavolo svettava quello che in gergo viene definito “bongo” per fumare crack usando una bottiglia di plastica.
Petini aveva lasciato la casa da meno di una settimana. «È evidente che mi tenevano d’occhio – spiega –. La sfrontatezza di questa gente si nutre di un senso di impunità palese che sembra quasi incoraggiare la consumazione di reati».
Per l’ospitalità non richiesta nell’immobile di via San Giuseppe, Patrizia Petini ha presentato una denuncia contro ignoti per invasione di edificio e furto aggravato.
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