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carabinieri a pontasserchio 

Semaforo verde per il cantiere della nuova caserma

DANILO RENZULLO

SAN GIULIANO TERMEIl cantiere sarà inaugurato probabilmente entro la fine di settembre e completato dopo sei mesi, quando i carabinieri di Pontasserchio potranno fare il loro ingresso in una caserma...

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SAN GIULIANO TERME

Il cantiere sarà inaugurato probabilmente entro la fine di settembre e completato dopo sei mesi, quando i carabinieri di Pontasserchio potranno fare il loro ingresso in una caserma moderna e adatta alle loro esigenze.

È stato aggiudicato nei giorni scorsi il bando da quasi 500.000 euro per la ristrutturazione dell’immobile comunale di via Aldo Moro, che un tempo ospitava il comando della polizia municipale e il distretto sanitario. Dalla prossima primavera accoglierà gli uomini dell’Arma di Pontasserchio che lasceranno l’attuale caserma di via Mazzini (di proprietà della Provincia, nella foto sopra), non più adatta ad ospitare i militari. Nella prima metà di settembre sarà stipulato il contratto con la ditta “Moresi restauri e costruzioni” di Firenze, che si è aggiudicata l’intervento. Dall’inaugurazione del cantiere, la ditta ha a disposizione 180 giorni per completare la ristrutturazione.

«L’attuale caserma dei carabinieri di Pontasserchio non risponde più alle esigenze dell’Arma: abbiamo deciso di investire per evitare di perdere una presenza storica, quella dei carabinieri, nella frazione – spiega il sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio –. Con il trasferimento della caserma portiamo a compimento un altro punto del programma di mandato, inserito nel “pacchetto” sicurezza già concretizzato con la realizzazione della rete di videosorveglianza, l’apertura del nuovo comando della polizia municipale e il rinnovo del parco mezzi dei vigili».

Il progetto di ristrutturazione prevede la realizzazione della caserma e di due alloggi a servizio dell’Arma. «L’operazione ci consentirà di avere un presidio di controllo in un luogo strategico e di accrescere i livelli di sicurezza della zona – prosegue il primo cittadino – ma anche di recuperare un immobile dismesso e di metterlo a reddito (lo Stato pagherà una quota di affitto che deve essere ancora stabilita, ndr)».

L’intervento è stato finanziato interamente con risorse comunali, nonostante le richieste di cofinanziamento rinnovate a più riprese dall’amministrazione al vecchio e al nuovo governo. «Abbiamo scritto ai ministeri dell’Interno, della Difesa, delle Infrastrutture e al Consiglio superiore dei lavori pubblici dell’attuale e del precedente governo – conclude Di Maio – facendo presente la necessità di trasferire la caserma e chiedendo un contributo per la ristrutturazione, ma non abbiamo mai ricevuto risposte». —

DANILO RENZULLO

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