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Pisa

piazza santa caterina 

Studente massacrato di botte: telecamere ostruite dagli alberi

S.T.
Studente massacrato di botte: telecamere ostruite dagli alberi

Le inquadrature degli impianti installati dal Comune davanti alla Scuola superiore Sant’Anna offuscati da rami e foglie: non esisterebbero immagini

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PISA

Lo hanno massacrato di botte, colpendolo con pugni e calci mentre era a terra in piazza Santa Caterina, dopo aver festeggiato la laurea di un collega. Il tutto sotto gli occhi di una telecamera di ultima generazione, installata dal Comune. La cui inquadratura, purtroppo, sarebbe stata offuscata dai rami e dalle foglie degli alberi.

Non ci sarebbe nessuna immagine a disposizione della polizia di Stato per ricostruire la violenta aggressione ai danni di uno studente pisano di 21 anni, rimasto ferito alla testa e al volto dopo essere stato pestato da due persone mentre nella notte fra il 29 e il 30 giugno scorsi camminava insieme a un amico accanto all’ingresso della Scuola superiore Sant’Anna. Il giovane stava tornando a prendere l’auto parcheggiata e ha anche riportato una forte contusione alla colonna dorsale.

Dopo i danni, quindi, purtroppo per lui sarebbe arrivata anche la beffa. Peccato, perché il pestaggio era avvenuto proprio all’ombra del palo con sopra la videocamera di sicurezza. Che in pratica, secondo quanto emerso, non avrebbe visto nulla perché i rami e le foglie degli alberi ostruivano il campo visivo.

Le botte, quella notte, erano scaturite per futili motivi. «Hai un accendino?», questa la richiesta iniziale di uno degli aggressori (che camminava barcollando) nei confronti dell’amico del giovane aggredito. Poi i calci e i pugni, con un altro aggressore pronto a menare. Lo studente finisce a terra, l’amico terrorizzato impalato rimane accanto a lui, poi riesce a rialzarsi dando un pugno a uno dei picchiatori, probabilmente stranieri, ma finisce nuovamente a terra sotto i colpi incrociati dei due, che smettono solo dopo che una ragazza (parte del gruppo) urla e li porta via. «Ho paura che non li prenderanno mai – sostiene lo studente universitario, con un velo di amarezza – proprio perché le immagini non ci sono. Io ho sporto denuncia, ma ormai sono trascorsi due mesi e sono rassegnato». —

S.T.

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