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In barca a vela lungo tutta l’Italia: l’avventura di Marco Rossato

Donatella Lascar

marina Partito il 22 aprile dall’arsenale di Venezia con un trimarano di otto metri e con il suo meticcio Muttley per compiere il periplo d’Italia in solitaria, il quarantaquattrenne vicentino e...

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marina

Partito il 22 aprile dall’arsenale di Venezia con un trimarano di otto metri e con il suo meticcio Muttley per compiere il periplo d’Italia in solitaria, il quarantaquattrenne vicentino e disabile Marco Rossato, per la sua sessantesima tappa ha scelto il porto di Marina che l’ha ospitato gratuitamente. La meta del viaggio è il salone nautico di Genova e l’arrivo è previsto per il 22 settembre mentre, il 23, sarà presentata la nuova barca che dovrebbe essere pronta nella primavera del 2019.

«Questo è l’inizio di un sogno che è quello di compiere in solitaria la traversata dell’Atlantico per tornare nei Caraibi dove ho avuto il mio battesimo con la barca a vela. È successo poco prima di avere l’incidente in moto dove ho perso l’uso delle gambe e dell’addome nel 2001 – precisa il velista –. Appena mi hanno detto che non potevo più camminare ho pensato a quale sport alternativo fare a quello delle corse in moto e immediatamente ho pensato alla vela». A quel tempo Rossato lavorava come manager per una ditta di Vicenza ma nel 2003 cominciò a frequentare dei corsi di vela e pochi mesi dopo gli chiesero di partecipare ad un mondiale di vela a Sabaudia nel Circeo dove arrivò settimo su ventidue partecipanti. «L’anno seguente ho aperto una scuola di vela a Venezia nell’isola della Certosa e da lì ho sempre fatto l’istruttore fino all’estate scorsa – racconta Marco -. Nel frattempo ho compiuto 40 anni, il giro di boa della vita e ho deciso di ritirare fuori dal cassetto il mio sogno: tornare ai Caraibi in solitaria. Così, con 100 euro in tasca, un computer e tanta volontà ho intrapreso quest’avventura e oggi sono qui. Per realizzare il mio progetto della traversata ci vuole più di un milione di dollari e allora ho iniziato con il giro d’Italia dove ho potuto capire fino a quando si può tirare la navigazione e i miei limiti».

Marco si muove tranquillamente per tutta la barca con una imbracatura per sollevare i disabili a cui si è abituato nel giro di un mese tanto che sul trimarano in seguito, ha fatto istallare anche il bagno. Il 95% delle sue tappe sono state nelle sezioni nautiche della Lega Navale dove l’ha sempre seguito il camper del suo sponsor principale che è la Johnson Srl con la partecipazione della B.Braun. «Questo è un progetto che si divide in tre parti e in tre anni – spiega Marco -. La prima tappa è questa del giro d’Italia, la seconda è portare in barca con me centoquaranta disabili formando un equipaggio al 100% disabile e nel 2020 invece, sarà quella di andare per mare con un veliero d’epoca con tre alberi». —

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