Il dolore
Palloncini bianchi e applausi per l’addio a Stella Boccia
Il fratello Francesco è pastore evangelico a Pontedera «Scelti i funerali privati per non rendere pubblico il dolore della famiglia»
FOIANO DELLA CHIANA (arezzo)
«Stella si è addormentata ma dopo questa vita c’è quella eterna. Pregate per mia madre. Pregate per me».
Lo ha detto Francesco Boccia, fratello di Stella, la ventiquattrenne morta nel crollo del ponte di Genova insieme al fidanzato Carlos Jesus Truijillo. I funerali si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa evangelica di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo in forma strettamente privata. La famiglia Boccia è originaria della Campania, ma risiede da vent’anni nell’Aretino dove gestisce alcune attività di ristorazione. Stella, invece, lavorava in un negozio di abbigliamento sportivo ad Arezzo, mentre suo fratello Francesco vive a Ponsacco ed è pastore della chiesa evangelica a Pontedera.
«La nostra scelta di celebrare i funerali in forma privata non è polemica come hanno scritto alcuni organi di stampa nazionali – ha spiegato Francesco – ma solo per tenere il nostro dolore privato e perché noi abbiamo un altro culto». Un lungo applauso e tanti palloncini bianchi hanno accompagnato la bara, anch’essa di colore bianco.
«Il crollo del ponte non ti ha tolto il sorriso, eri e sarai sempre bella», hanno scritto i cugini della 24enne in una lettera letta in chiesa. «Eri un sorriso vivente», hanno aggiunto le amiche.
La salma di Stella è stata poi tumulata nel cimitero di Badia al Pino, nel comune di Civitella in Val di Chiana dove la giovane risiedeva.
Saranno invece celebrati oggi alle 16 nella chiesa di Capolona, sempre in provincia di Arezzo, i funerali del fidanzato Carlos. —
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