Il Tirreno

Pisa

la lite sulla manifestazione 

Scontro tra le associazioni sul mercato di Ferragosto

Gli ambulanti di Confesercenti passano all’attacco dopo le accuse arrivate dalla Fiva Confcommercio «Iniziativa poco partecipata»

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PISA

«Il mercato di Ferragosto è andato in onda e l’adesione degli operatori, si e no trenta concessionari e una tredicina alla spunta, è andata anche peggio di come si poteva immaginare dopo la nostra “approssimativa e vaga raccolta del consenso”. Tanto “approssimativa e vaga...assurda e folle” da portare lo stesso Presidente Fiva a sottoscriverla per sè e per il suo vice presidente evidenziando la loro “intenzione a non partecipare al mercato” ferragostano». Lascia poco spazio ad interpretazioni la presa di posizione del coordinatore Anva Pisa, Giulio Garzella, sulla decisione di fare - dopo le proteste di Confcommercio - il mercato di ferragosto in via Paparelli. Un evento sul quale l’associazione che fa capo a Confesercenti, invece, aveva espresso delle perplessità proprio in relazione a un rischio flop e alla luce di un confronto, sul tema, avuto con gli stessi ambulanti dle mercato.

«Non è la prima volta che la Fiva dà dei sondaggi tra gli operatori che noi, al contrario, consideriamo doveroso effettuare prima di assumere qualsiasi decisione, un giudizio negativo e denigratorio - tuona Garzella - Forse la differenza sta nel fatto che il Gruppo Dirigente della nostra Associazione è abituato a confrontarsi e si sa bene che in un gruppo composto da diciannove operatori in rappresentanza di quasi la totalità dei mercati della provincia, il confronto e le opinioni il più delle volte non sono univoche ma, quasi con assoluta certezza, generalmente ci porta ad assumere le decisioni più appropriate nell’interesse della categoria.Non credo sia necessario rispondere alle nervose dichiarazioni sue e del suo nuovo “assistente” circa la mia “nostalgia” per gli anni in cui “confusamente” indossavo i panni dell’assessore al commercio al Comune di Pisa oppure di quelli “dell’allenatore che entra in campo per sostituire l’arbitro”. Nel primo caso i giudizi sul mio operato da assessore mi furono espressi dagli elettori più che triplicando il consenso nei miei confronti alle elezioni successive al mio primo mandato e lo dette il sindaco riconfermandomi, dopo i primi cinque anni, la delega al Commercio. Nel secondo caso, in qualità di allenatore, posso solo dire che le squadre che ho “allenato” sono risultate sempre all’altezza del compito che gli era stato affidato dall’assemblea elettiva Anva a partire dalla prima che mi fu assegnata guidata all’epoca da un grande capitano, il sempre rimpianto e indimenticato Piero Fanucci. Sapete qual’è il mio timore? Che il Presidente Fiva intenda svolgere o, peggio ancora, pensi gli sia stato attribuito un ruolo di assessore ombra. Sarebbe un grande disastro per il commercio a Pisa. Più di quello che siamo riusciti ad evitare, unitariamente, nell’ultimo scorcio della passata legislatura». —

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