Sicurezza
«La minoranza getta solo fango sul Comune»
l’interventoUn capo politico quello nato intorno alla presenza, a Calci, di una famiglia di rifugiati recentemente al centro di alcuni gravi fatti di cronaca ed ora trasferita in altra località. «La...
l’intervento
Un capo politico quello nato intorno alla presenza, a Calci, di una famiglia di rifugiati recentemente al centro di alcuni gravi fatti di cronaca ed ora trasferita in altra località. «La minoranza di Uniti per Calci - si legge in una nota dei consiglieri di maggioranza del Comune del gruppo Centrosinistra per Calci - cerca vergognosamente di gettare fango su tutti, sul sindaco, sull'amministrazione comunale, sulla cooperativa e perfino sulla Prefettura, allo scopo di coprire i ritardi del ministero degli Interni, guidato da Matteo Salvini, nel trovare ai rifugiati una soluzione abitativa più adeguata e diversa da quella calcesana, a cui la famiglia aveva e ha diritto. Senza quei ritardi non ci sarebbero stati gli incidenti tra condomini, di cui si legge sulla stampa. La minoranza, inoltre, fa una ricostruzione tendenziosa della commissione Controllo e Garanzia, che si è svolta a porte chiuse. Il presidente della commissione, Paolo Lazzerini, dovrebbe scusarsi non solo per aver stravolto, insieme agli altri consiglieri di minoranza, lo svolgimento della commissione, ma anche per non aver svolto bene il suo ruolo di presidente». Rispetto alla riunione della commissione i consiglieri precisano: «Sono state puntualmente spiegate le competenze e le responsabilità dei vari soggetti coinvolti ai sensi di Legge, mostrando che il Comune in una convenzione tra la Prefettura e cooperativa non c'entra nulla. Se da tempo “si era percepito” che la “gestione” era “superficiale e che “tutti sapevano che la situazione era critica e che prima o poi sarebbe degenerata”, perché la minoranza non ha convocato prima una commissione per discuterne, come ha fatto il 31 luglio? In realtà, nessuno, nemmeno la minoranza, sapeva nulla di preciso precedentemente ai fatti del 30 luglio. Da quando siamo venuti a conoscenza dei fatti ci siamo adoperati per sensibilizzare chi di dovere e per ottenere una soluzione definitiva a questa problematica, che è stata risolta in meno di 10 giorni».
«I richiedenti asilo che erano a Calci - afferma in merito alla vicenda il segretario del Pd calcesano Tommaso Pierini - , avevano da tempo ottenuto lo status di rifugiati. Si trovavano ancora a Calci per il solo motivo che il Ministero tardava a trovare per loro una soluzione abitativa alternativa per iniziare il percorso di seconda accoglienza. Se il ministro Salvini lavorasse in silenzio invece di produrre solo proclami social da "chiacchere e distintivo", forse gli incidenti degli ultimi giorni si sarebbero potuti evitare. I discorsi fatti dalla minoranza calcesana sono solo speculazioni vergognose». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google