La protesta
Profuga di 14 anni accoltellata: attacco al sindaco Ghimenti
Minoranza polemica anche contro prefettura e cooperativa «Sapevano che i migranti avevano già avuto problemi» Il primo cittadino: «Infamie»
CALCI
«La Commissione controllo e garanzia, voluta e convocata dalla minoranza, ha fatto emergere quello che da tempo si era percepito: una gestione superficiale da parte di prefettura e cooperativa con il silenzio-assenso del sindaco Massimiliano Ghimenti, che sapeva della situazione in cui si trovavano da tempo i residenti (prova ne sono alcuni messaggi di richiesta di aiuto mandati in privato dai condomini) e la famiglia di profughi».
Non si placano le polemiche del gruppo di minoranza “Uniti per Calci” dopo le varie liti di vicinato fra una famiglia di profughi e alcuni calcesani, sfociate in violenza nelle ultime settimane. Prima in un’aggressione a colpi di mattarello ai danni di un italiano di circa 50 anni, poi nell’accoltellamento alla coscia di una ragazzina profuga quattordicenne. In ogni caso ora la famiglia è stata trasferita al Sud Italia nell’ambito di un progetto Sprar, visto che il nucleo che abitava a Calci – la madre e i quattro figli minorenni – sono stati riconosciuti rifugiati politici.
«Dinanzi alle domande poste dal presidente della commissione Paolo Lazzerini, l’amministrazione e gli operatori della cooperativa – scrive l’opposizione – hanno alzato le mani al cielo in senso di resa affermando che la famiglia ospitata aveva già avuto problemi di convivenza nell’altro centro d’accoglienza e che erano a conoscenza delle varie problematiche sorte all’interno del condominio calcesano. Il tutto è stato scritto nei report consegnati alla prefettura». Una ricostruzione che non va giù al sindaco. «La prefettura non ha mai mandato report – spiega Ghimenti – e il messaggio privato di cui scrive la minoranza è stato inviato via Facebook e io l’ho riportato per trasparenza. Non c’è mai stata alcuna lettera ufficiale e quella è stata l’unica lamentela. “Uniti per Calci” si deve vergognare e scusare. Da loro solo accuse infamanti». —
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