Il Tirreno

Pisa

il contenzioso 

Gambini non sarà consigliere «Non posso rinunciare alla casa»

Donatella Lascar
Gambini non sarà consigliere «Non posso rinunciare alla casa»

Lunedì depositerà un nuovo parere contro la sua incompatibilità ma ha deciso: non rimuoverà le cause per le quali, secondo il consiglio, non può sedere in aula

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Il consigliere comunale Gianluca Gambini, il più votato della Lega, il partito di maggioranza della città, ha preso la sua decisione e da martedì 14 agosto decadrà dalla sua nomina. Una decisione la sua, dettata dal buon senso e dal senso d’integrità che il consigliere Gambini si riconosce.

La vicenda nasce da un primo aprere della segreteria generale del Comune che dichiara il consigliere incompatibile con la carica alla quale è stato eletto per una causa in corso con l’amministrazione comunale relativa alla propria abitazione. Parere sostanzialmente fatto proprio dal consiglio comunale con il voto di dieci giorni fa e l’invito, contenuto nella delibera, a Gambini di rimuovere le cause di incompatibilità pena la decadenza dall’incarico. Ed è qui che forse, secondo Gambini, la vicenda avrebbe potuto prendere una piega diversa e il consiglio comunale avrebbe potuto votare diversamente “salvando” il consigliere della Lega alal luce di pareri discordanti rispetto alla sua incompatibilità.

In proposito Gambini, il 12 luglio scorso, aveva prodotto un primo pare dell’avvocato Mario Chiti, uno dei maggiori esperti di diritto amministrativo, nel quale si sosteneva che il ruolo di consigliere comunale era perfettamente compatibile con la causa in corso. «Io ho esercitato il mio diritto di usocapione del terreno su cui sorge la mia casa di famiglia dopo ben 37 anni di possesso pubblico, pacifico e ininterrotto – spiega Gambini –. Nel 2013 ho vinto la causa in primo grado e il Comune è stato anche condannato a pagare le spese processuali ma invece è ricorso in appello. Siamo a sentenza e non c’è più nessuna possibilità d’intraprendere azioni legali e quindi, com’è ben evidenziato nel parere del professor Chiti, non esiste nessuna incompatibilità con il ruolo di consigliere».

Il 30 luglio, vigilia del secondo consiglio comunale, a Gambini arriva anche un secondo parere dell’avvocato Chiti che conferma l’inesistenza sostanziale dell’incompatibilità e chiarisce in maniera inequivocabile che, in caso di elezione a presidente del consiglio, i suoi atti sarebbero stati pienamente legittimi. Davanti alla riproposizione dell’incompatibilità da parte della segreteria comunale in sede di consiglio il giorno dopo, la maggioranza, com’è nelle sue prerogative e sostenuta dalla documentazione prodotta sia il 12 luglio che il 30, avrebbe potuto - sostiene Gambini - respingere il parere negativo della segreteria del comune e Gambini essere eletto presidente. Ma non lo ha fatto. «Nel secondo parere – spiega Gambini –, sono evidenziate sentenze che dimostrano che anche in caso di pareri contrari degli uffici comunali i miei atti sarebbero stati pienamente legittimi. Questo parere lo protocollerò lunedì 13, ultimo giorno utile dei dieci dalla notifica in cui mi si chiedeva di rimuovere la causa d’incompatibilità. Avrei dovuto rinunciare ad un diritto che mi è stato riconosciuto nel 2013 e che a breve mi sarà ribadito? Rinunciare avrebbe voluto dire rendere di fatto il Comune proprietario della mia casa e del terreno su cui sorge che mi sarei dovuto ricomprare ad un presso concordato. Avrei dovuto ricomprare ciò che è già mio e tutto per fare il consigliere comunale? Per rispetto alla mia famiglia e per una questione di principio non scenderò mai a questo compromesso. Continuerò ad essere un esponente della Lega e lavorerò per il bene del litorale e della città pensando già ai futuri obiettivi elettorali come Toscana 2020». —

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