Toscana
Profuga 14enne accoltellata: famiglia trasferita
Alla donna e ai quattro figli stranieri ospitati in paese riconosciuto lo status di rifugiato politico. Andranno nel Sud Italia
calci
Andrà in Sud Italia insieme alla famiglia, che è stata accolta nello Sprar: il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Si è conclusa nel peggiore dei modi, dopo un anno di permanenza a Calci, l’esperienza pisana di cinque profughi (la mamma e i quattro figli minorenni) ospitati in un centro di accoglienza straordinario ricavato in un appartamento.
Sistemazione che in paese ha creato non pochi malumori fra la popolazione, soprattutto nei vicini di casa. Diverse le furiosi liti di vicinato, l’ultima delle quali – martedì scorso – finita con l’accoltellamento alla coscia di una ragazzina di 14 anni, parte del nucleo familiare, ricoverata all’ospedale di Cisanello e dimessa ieri.
Sul caso la procura di Pisa ha aperto un fascicolo, demandando le indagini alla Squadra mobile della questura. Secondo quanto emerso, ad aggredire la minorenne, sarebbe stato un uomo che abita nello stabile. La giovane profuga è stata trovata sanguinante, con accanto il suo skateboard, al piano interrato del condominio, davanti ai garage. A prestarle i primi soccorsi una dirimpettaia, mentre altri due vicini di casa – arrivati nei sotterranei per parcheggiare l’auto nel proprio box – hanno chiamato il 118. Il pronto soccorso, poi, ha fatto scattare le procedure per il codice rosa, come da prassi quando ci sono dei minori vittime di violenza.
Due giorni fa, fuori dall’edificio, i vicini di casa hanno visto diversi furgoni dei traslochi che stavano caricando della merce. Non è escluso che fossero proprio quelli della famiglia ospitata nell’appartamento, che almeno da ieri non sono più lì. «Il trasferimento? Era già previsto ed è stato solo leggermente accelerato – conferma il presidente della cooperativa sociale che si è occupata della loro accoglienza – e ora, fintanto che non saranno altrove, il nostro compito sarà quello di tutelare i minori».
L’appartamento rimarrà vuoto.Lo conferma il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti. «La cooperativa, nell’ambito dell’ultimo bando della prefettura, ci ha comunicato di non aver rinnovato il contratto di affitto». Il primo cittadino, su quanto accaduto, non vuole entrare nel merito della vicenda, preferendo attendere l’esito della indagini della polizia di Stato. «Non voglio commentare i fatti accaduti», conferma infatti il sindaco di Calci.
Le indagini stanno riguardando anche i precedenti episodi avvenuti nello stabile, forse la chiave per comprendere al meglio l’episodio violento di martedì. A fine luglio, infatti, un cinquantenne che all’una di notte aveva bussato alla porta della famiglia straniera per chiedere di abbassare il volume della musica era stato ferito al braccio con un colpo di mattarello, uscendo dal pronto soccorso con cinque giorni di prognosi. Dopo questo episodio, inoltre, due dei minorenni che vivevano nell’appartamento sono stati ricoverati per due notti all’ospedale di Cisanello, a causa di alcuni dolori lamentati. —
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