Il Tirreno

Pisa

addio “binario 14” 

Il maxi progetto sarà “fatto a pezzi” e finanziato (forse) un po’ alla volta

Valentina Landucci
Il maxi progetto sarà “fatto a pezzi” e finanziato (forse) un po’ alla volta

Scontro politico sulla “colpa” della scomparsa delle risorse del piano periferie. Ziello accusa anche gli uffici comunali

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pisa

Spes ultima dea, dicevano i latini. Ma di speranza di recuperare i 18 (dei 43 complessivi) milioni per il progetto “Binario 14” che dovevano arrivare dal piano periferie del governo pare ce ne sia ormai poca. E mentre si infiamma il dibattito - «È colpa tua», «No è colpa tua» - le aspettative dei cittadini rispetto agli interventi che potranno vedere realizzati in zona stazione, San Giusto, San Marco e fino a Sant’Ermete devono decisamente ridimensionarsi. Del maxi progetto la nuova amministrazione prenderà qualche cosa finanziandolo, compatibilmente con le risorse disponibili, con gli avanzi di amministrazione.

Le priorità? «La sicurezza idrogeologica del quartiere San Giusto e la riqualificazione della stazione» dice il sindaco Michele Conti.

E il resto? Niente. Per ora c’è “solo” la cronaca politica. Il Pd locale che attacca il governo Lega-Conque Stelle e la giunta pisana per il congelamento delle risorse del piano per le periferie. Conti e il deputato leghista Edoardo Ziello che replicano: «Anche i senatori Pd hanno votato il provvedimento». Ancora Ziello che cita la sentenza della Corte Costituzionale «che dimezza le risorse per il piano periferie per un errore commesso dal Pd» e attacca la precedenze amministrazione «che sapeva di questa sentenza ma ha fatto credere che i soldi per Binario 14 sarebbero arrivati». A distanza, sul tema, si fa sentire anche il deputato Pd Stefano Ceccanti che sulla Corte Costituzionale precisa che le sentenze sono due e quella che riguarda le risorse «non comportava tagli di nessun tipo». Poi c’è «la sentenza 74 del 2018 sulla procedura - continua Ceccanti - che niente a che fare con le coperture».

Sulla graticola non ci sono solo i partiti. La vicenda chiama in causa, secondo Ziello, «anche gli uffici comunali» colpevoli di aver presentato «un piano tecnico finanziario - prosegue il deputato - che ha ottenuto solo 30 punti del bando ministeriale. Con il taglio delle risorse verranno finanziati i primi 24 progetti che hanno ottenuto un punteggio di 70». Per Pisa i progetti definitivi o esecutivi ancora non ci sono: «La scadenza era l’8 giugno e il Comune ha chiesto una proroga» precisa Conti. Proroga concessa fino all’8 settembre e in vista della quale comunque la giunta pisana lavorerà per completare i progetti (in giunta il 28 agosto) nel speranza che i fondi sospesi possano essere riassegnati. —

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