Sicurezza
Marina di Pisa e l’eterno conflitto tra relax e movida «Ma qui è bello vivere»
la testimonianzaIl litorale ha un’identità precisa che affonda le sue radici in quelli che l’architetto marinese Antonio Ghionzoli, ha chiamato “I Pionieri del Litorale” (Mds editore), che è anche il...
la testimonianza
Il litorale ha un’identità precisa che affonda le sue radici in quelli che l’architetto marinese Antonio Ghionzoli, ha chiamato “I Pionieri del Litorale” (Mds editore), che è anche il titolo del suo libro uscito di recente.
Perché pensare di scrivere un libro come questo? Per lo stesso motivo per cui a scuola si studia la storia. Conoscere il passato aiuta a comprendere meglio il presente. Le problematiche e le contrapposizione di un tempo di questo territorio, sono più o meno le stesse di oggi. Marina nacque nel 1869 quando Gaetano Ceccherini ebbe la concessione per costruire il suo stabilimento. Il primo del litorale.
«Dentro ognuno di noi c’è uno stabilimento – sostiene Ghionzoli - O perché lo possedeva o c’ha lavorato un parente, un amico o lui stesso. Gli stabilimenti quindi, sono la matrice di questo territorio, ma i balneatori non si sentono i pionieri di questo luogo». La seconda concessione invece, l’ebbe il Comune e ci costruì un bagno e già nel 1907 esisteva un elenco delle concessioni anche se alcune non vennero inserite per dimenticanza del comandante di allora. Secondo Ghionzoli, oggi Marina è una cittadina tranquilla, modesta, familiare, piacevole «È un posto bello dove vivere». Nel libro si trovano delle similitudini tra ciò che avveniva all’epoca dei “pionieri” e ciò che accade ancora oggi. «Già intorno al 1890 c’erano discussioni tra i marinesi residenti, ai quali spettava la possibilità d’istallare un casotto davanti casa sul lungomare – spiega Ghionzoli -, e i balneatori, che invece volevano ampliare la loro attività». Quindi, già all’epoca i commercianti non andavano d’accordo con i residenti con tanto di raccolte firme sia da una parte che dall’altra come oggi. I residenti per difendere la loro privacy e tranquillità e i commercianti per chiedere di potersi ingrandire sostenendo che in questo modo creavano lavoro. «Anche oggi c’è conflitto tra i commercianti che vogliono la movida e i residenti che invece vogliono la tranquillità – commenta l’architetto -. Però, qui la movida non potrà mai essere come quella di Rimini perché non ci sono le strutture». Verso cosa sta andando il litorale? «Non lo so, ognuno va un po’ per conto suo. Mi auguro che venga fatta la manutenzione, che vengano terminate alcune opere già iniziate come il porto, che migliori la qualità della vita. Mi auguro anche che l’Università di Pisa collochi nella strutture abbandonate a Calambrone un distretto. In questo modo si creerebbe maggiore attenzione verso questa località che al momento è la meno abitata - pensa Ghionzoli -. Poi bisogna far capire alla gente che deve venire sul litorale con i mezzi pubblici e magari realizzare, sul vecchio sedime del trammino, una metropolitana leggera e contemporaneamente dei parcheggi scambiatore». —
DONATELLA LASCAR
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