Un caporalmaggiore fu contattato dai tre la notte della tragedia
PISAC’è un quarto protagonista, non indagato, nella vicenda Scieri. È un caporalmaggiore che la notte del 13 agosto, dopo la caduta di Scieri, viene contattato, secondo l’accusa, da Panella, Antico e...
PISA
C’è un quarto protagonista, non indagato, nella vicenda Scieri. È un caporalmaggiore che la notte del 13 agosto, dopo la caduta di Scieri, viene contattato, secondo l’accusa, da Panella, Antico e Zabara «evidentemente per un confronto sull’accaduto» scrive il gip nell’ordinanza di misura cautelare per il 39enne di Cerveteri. Si tratta del capo istruttore del gruppo di cui faceva parte Scieri. Viene contattato dai tre ora accusati di aver provocato la morte di Lele. Perché? All’epoca nessuno approfondì questo aspetto. Per il giudice quel coinvolgimento «sarà necessariamente suscettibile di ulteriori approfondimenti investigativi». Il teste che accusa Panella aveva raccontato un episodio che vede il caporalmaggiore nel ruolo di “protettore” delle reclute. «Dopo il contrappello, io mi ero appena coricato – afferma il grande accusatore dell’ex caporale di Cerveteri – quando è arrivato il Panella che brandiva un tubo di ferro lungo circa 60 centimetri sbattendolo sulla mia branda intimandomi di raggiungerlo in bagno. Io l’ho seguito e lui mi appoggiava il tubo sulla tempia e sulle gambe e mi diceva “fallo adesso lo scemo, non sai che ci vuole rispetto per l’anzianità?” Della situazione si è accorto il caporal maggiore il quale mi ha detto “se non c’ero io questi ti potevano pure ammazzare poiché sono di leva e non gliene frega niente”». —
P.B.
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