Finanza
Centri diurni a rischio ridimensionamento
Allarme delle organizzazioni sindacali: pesano i tagli previsti dalla gara d’appalto aggiudicata dall’Estar
pisa
Personale quasi dimezzato e servizi a rischio ridimensionamento. I centri diurni della zona di Pisa e della Valdera potrebbero andare incontro dal prossimo settembre ad una ristrutturazione che rischia di avere pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali e sulla qualità delle attività di assistenza. A pesare sono i tagli che hanno caratterizzato la gara aggiudicata alcune settimana fa dall’Estar alla cooperativa sociale Agape, che ha informato le organizzazioni sindacali dei potenziali riflessi che l’appalto avrà sulle ore lavorate dei circa trenta addetti nei centri diurni di Pisa, Navacchio, Ponsacco e dei due attivi a Pontedera (che, in totale, ospitano circa 70 persone). «Dall’attuale modello organizzativo – spiegano Fp-Cgil, Fisascat-Cisl e Uil-Fpl – si rischia di passare ad una significativa riduzione delle ore lavorative per le diverse figure professionali: educatori, fisioterapisti e operatori del trasporto».
Eventuali esuberi saranno riassorbiti dalla cooperativa con il trasferimento dei lavoratori su altre attività, ma a risentire dei tagli saranno soprattutto i servizi offerti dai centri diurni «che – sottolineano i sindacati – hanno già risentito dei tagli al sistema sanitario nazionale a partire dalla legge di Stabilità 2015». «Nello stesso anno una legge regionale ha modificato la distribuzione delle ore delle varie figure professionali, individuando i parametri minimi di operatori in rapporto alla tipologia dell’utenza presente nelle strutture – proseguono le organizzazioni sindacali –: per affrontare questa modifica furono attivati gli ammortizzatori sociali, inducendo però i lavoratori a ridurre il proprio orario contrattuale».
Seguendo l‘indirizzo regionale, le Società della Salute coinvolte nell’appalto hanno stanziato meno risorse «prevedendo – continuano i rappresentanti dei lavoratori – un’ulteriore riduzione delle ore lavorate che porterà ad una modifica radicale dei centri diurni, che da riabilitativa passeranno a svolgere una missione assistenziale con riflessi negativi sulle condizioni dei tanti ospiti».
I sindacati chiedono di posticipare l’inizio dell’appalto e di convocare al più presto un confronto per cercare di trovare il giusto equilibrio che riesca a conciliare le necessità economiche, il diritto alla salute e la tutela dell’occupazione. —
DANILO RENZULLO
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