Il Tirreno

Pisa

LA VERTENZA 

Stabilizzati trecento precari all’interno del Cnr pisano

D.R.

Il provvedimento arriva dopo la manovra deliberata dall’ente di ricerca che mira ad assumere in Italia 1200 dipendenti su 4500 ancora a termine 

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pisa

Sono 300 i lavoratori precari del Cnr di Pisa che rientrano nella manovra di stabilizzazione deliberata dall’ente di ricerca.

Il provvedimento è stato adottato per avviare nel 2018 un percorso di assunzione a livello nazionale per circa 1.200 dipendenti a tempo determinato, a fronte di oltre 4.500 lavoratori inquadrati con contratti a termine.

Si tratta di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi che hanno un rapporto di lavoro a tempo determinato con il Cnr da più di tre anni. A questi si aggiunge una possibilità di stabilizzazione per altri 300 lavoratori “atipici” (inquadrati con assegni di ricerca o altre forme contrattuali) che dovranno sostenere però un concorso riservato.

«È un primo passo, ma non possiamo cantare vittoria», commentano i rappresentanti dell’Unione sindacale di base (Usb), il sindacato di base che lo scorso autunno ha dato vita a Pisa ad una mobilitazione nazionale (sfociata anche nell’occupazione di un’aula dell’Area della ricerca di via Moruzzi) per chiedere la stabilizzazione dell’esercito di lavoratori precari in base al decreto Madia.

«Lotteremo affinché nuovi fondi vengano stanziati per l’assunzione di tutti gli atipici impiegati nell’ente», sottolinea l’Usb annunciando una nuova mobilitazione a partire dal prossimo settembre.

«Non bastano 1.200 assunzioni - aggiunge il sindacato -. Continueremo il nostro percorso di quasi due anni di lotta, fatto di assemblee, presidi, flash mob, manifestazioni di piazza e da faticose interlocuzioni politiche e contributi alla stesura di emendamenti alla Legge di stabilità».

A fronte di circa 300 stabilizzazioni, a Pisa altre centinaia di “precari di Stato” resteranno fuori dalla manovra deliberata dall’ente. L’Usb chiede al Cnr di prevedere nel piano triennale 2018-2020 le risorse necessarie alla stabilizzazione di tutte le 4.500 unità di personale precario attualmente impiegato e la regolamentazione dello strumento dell’assegno di ricerca per contrastarne l’abuso. Il sindacato di base annuncia inoltre la volontà di impugnare i bandi di concorso riservati ai cosiddetti lavoratori atipici.

«Al momento i criteri concorsuali annunciati dal Cnr prevedono sbarramenti attraverso soglie minime di punteggi da conseguire rispetto ai titoli e al colloquio - spiega l’Usb -, impongono restrizioni nella presentazione di una sola domanda per area strategica e non valorizzano l’anzianità. Se confermati, questi vincoli rischiano di essere motivo di esclusione per molti, in evidente contraddizione con lo spirito del decreto Madia che punta a superare e risolvere il problema del precariato». —

D.R.

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