Sicurezza
Papà Scieri urlò ai giornalisti «Lo hanno ucciso»
Agosto 1999: il padre di Scieri esce dall’obitorio, ha appena visto il corpo del figlio senza vita (nella foto in alto). Urla: «Me lo hanno ucciso». Chi doveva credergli, allora, non lo fece. Ma in...
Agosto 1999: il padre di Scieri esce dall’obitorio, ha appena visto il corpo del figlio senza vita (nella foto in alto). Urla: «Me lo hanno ucciso». Chi doveva credergli, allora, non lo fece. Ma in quelle parole non c’era solo la disperazione di un padre. In questa pagina ci sono alcune foto, realizzate da Fabio Muzzi, dei giorni subito successivi al ritrovamento del cadavere di Emanuele. A sinistra in basso uno dei primi e rari scatti della zona dove fu ritrovato il cadavere di Scieri ripresa dall’esterno della caserma. In alto nella pagina alcuni dei tanti giornalisti che da tutta Italia si ritrovarono a Pisa (nella foto sono fuori dalla Gamerra) per raccontare il dramma della famiglia Scieri. Accanto la salma di Emanuele mentre viene imbarcata sul G222 della 46esima Brigata Aerea, destinazione Sicilia, a Siracusa dove si celebreranno i funerali. Subito sotto i genitori di Emanuele Scieri, qualche tempo dopo la morte del figlio, assieme all’ora comandante della caserma Gamerra, il colonnello Marco Bertolini. Infine qui a destra il collega Giovanni Parlato del Tirreno, cronista che si occupò della vicenda nel 1999, che intervista il commilitone-testimone Stefano Viberti, l’ultimo ad aver visto in vita Emanuele la sera del 13 agosto.
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