Il Tirreno

Pisa

Stazione Marconi l’iter ristagna e l’incuria torna padrona

Danilo Renzullo

La vegetazione spontanea è tornata ad avvolgere l’edificio mentre Intracom Telecom conferma l’interesse al restauro

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PISA

L’obiettivo è ambizioso, ma realizzabile. Trasformare il vecchio rudere in un museo ed un polo di ricerca ed innovazione sulle telecomunicazioni. Un polo scientifico e di attrazione turistica che ricordi e renda omaggio al contributo dato da Guglielmo Marconi allo sviluppo delle telecomunicazioni. Il progetto, che dallo scorso dicembre (con la concessione temporanea ottenuta dal Comune) sembrava potersi concretizzare, ha però subito uno stop. Ad avanzare, per l’ennesima volta, è invece il degrado che pian piano si sta impossessando nuovamente della Stazione Marconi di Coltano.

I cartelli di pericolo di crolli e le recinzioni temporanee installate negli scorsi mesi sono quasi scomparse nella vegetazione, che lentamente sta inghiottendo quello che dovrebbe essere un monumento gelosamente custodito e che invece l’incuria e l’abbandono hanno trasformato in «un rudere e una discarica», come lo scorso dicembre ha definito la struttura Elettra Marconi, figlia del premio Nobel per la Fisica nel 1909 (al quale si deve, nel 1903, la prima trasmissione radiotelegrafica a scintilla), che scelse la frazione di Pisa per costruire la prima stazione radio italiana.

Erbacce, arbusti ed i resti dei recenti lavori rischiano nuovamente di oscurare una storia ultracentenaria. Eppure lo scorso dicembre l’annosa vicenda sembrava essere arrivata ad una svolta. O, almeno, l’amministrazione era riuscita a concretizzare i primi fondamentali passi per fare della struttura da cui Marconi inviò la prima trasmissione radiotelegrafica un centro scientifico con annesso museo. Il Comune di Pisa, dopo oltre un decennio di pressioni sul Demanio (proprietario del bene), è infatti riuscito ad ottenere una concessione temporanea dell’immobile per due anni, stanziando circa 200mila euro per la messa in sicurezza della struttura e la bonifica dell’area esterna (realizzata su circa 3mila metri quadrati con oltre cinque tonnellate di materiale portato via), incassando anche la disponibilità di Intracom Telecom, una multinazionale delle telecomunicazioni che controlla la Telecom brasiliana, argentina e greca, a finanziare con 1,5 milioni di euro parte della riqualificazione.

Il cambio di amministrazione ha fermato l’iter, ma non il degrado che, inesorabile, avanza. La scorsa settimana la Pro Loco di Coltano ha chiesto all’amministrazione di intervenire per preservare la struttura. In un incontro a Palazzo Gambacorti, i rappresentanti della multinazionale guidata da Mohamed Ahmed hanno intanto confermato l’interesse ad investire nella ristrutturazione, ma per farlo occorre chiedere la convocazione di un tavolo con il Segretariato regionale del ministero per i Beni culturali per la Toscana a cui presentare un nuovo piano di valorizzazione ed elaborare un progetto definitivo di restauro per cercare di ottenere a titolo definito il bene dal Demanio ed avviare i lavori. Che mirano a realizzare un museo e un polo scientifico prevedendo il coinvolgimento dell’Università di Pisa e, in futuro, anche l’utilizzo di altri immobili collegati alla Stazione Marconi che si trovano nella zona di Coltano.

Il tempo però stringe. E mentre l'iter burocratico è stato bloccato dalla campagna elettorale e dal cambio di amministrazione, il degrado continua ad avanzare inghiottendo come una sorta di buco nero una storia ultrasecolare invidiata dal resto del mondo. —



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