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«Porta a Lucca è già caotica» Stop della giunta alla moschea

Francesco Loi
«Porta a Lucca è già caotica» Stop della giunta alla moschea

Approvato un atto di indirizzo con il quale si chiede agli uffici comunali la revisione della variante urbanistica. «Rischi per la sicurezza delle persone»

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Si chiama “Atto di indirizzo teso alla rivalutazione complessiva della situazione urbanistica della zona di Porta a Lucca”. In pratica è l’atto anti-moschea della giunta di centrodestra a trazione leghista. Il documento è stato approvato da Palazzo Gambacorti, tanto da dare «mandato agli uffici» di «avviare la procedura di una variante urbanistica relativa all’area in oggetto». È la contro-variante che punta a bloccare l’iter, in corso da tempo, per il permesso a costruire.

La motivazione principale di questa mossa della giunta Conti è che l’area di Porta a Lucca sarebbe già troppo utilizzata e caotica per poter accogliere anche l’edificio della comunità islamica. Per questo esprime «l’indirizzo di sottoporre a valutazione complessiva tutta la zona» con «possibile adozione dei provvedimenti se del caso necessari».

L’elenco delle criticità comprende, secondo l’atto di giunta, il rischio di allagamenti («eventi atmosferici regolarmente mettono in crisi il regolare deflusso delle acque meteoriche»). Inoltre, l’elevata concentrazione di interessi («molteplici luoghi di aggregazione sia esistenti sia in progettazione che in realizzazione»). Tutto questo, prosegue la giunta, fa sì che «l’area di cui sopra risulta essere interessata da seri e ripetuti default sia relativi al normale deflusso viario, sia derivanti da problematiche inerenti alla mancanza di stalli di sosta, in maggior specie in concomitanza di eventi pubblici», il riferimento è alle partite del Pisa all’Arena. Ma non solo questo perché, si legge ancora, «l’area è inoltre interessata dal grande afflusso di utenti del vicino mercato di via Paparelli, attualmente articolato in due giorni, oltre a giornate di mercati straordinari».

La futura moschea potrebbe perciò portare ad un inasprimento «delle già compromesse condizioni di mobilità attuali», visto che la struttura «si inserirebbe in un quartiere densamente abitato e già interessato da un intenso traffico sia veicolare sia ciclo pedonale, in corrispondenza dell’ingresso a Pisa dalla frequentatissima statale 12 e peraltro all’incrocio con altra viabilità urbana di primaria importanza ed adiacente al rilevante complesso sportivo del Cus».

Dunque, dalla giunta viene chiesta la revisione delle previsioni urbanistiche per evitare rischi di più tipo, ovvero «aumenterebbe la già presente elevata congestione, con conseguenze certamente sfavorevoli sia per la corretta funzionalità dell’impianto, sia per la sicurezza delle numerose persone che frequentano l’area». Anche perché la nuova moschea «potrebbe avere nel tempo potenzialità attrattive sempre più crescenti a causa del coinvolgimento di più fruitori provenienti da altri comuni e da altre province e ciò aggraverebbe ulteriormente una situazione già di per sé attualmente critica».

Ma cosa propone la giunta in alternativa? Chiede agli uffici di individuare possibili aree differenti, meglio fuori dai confini comunali, «mediante l’eventuale indizione di conferenze di servizi tra i comuni limitrofi e le province confinanti, sempre garantendo in ogni caso la piena partecipazione procedimentale ai privati interessati».

Tra le ipotesi che girano, quella che la nuova variante (per la quale saranno necessari almeno cinque mesi) permetterà un aumento del valore dell’area già acquisita dalla comunità islamica. Che attende le mosse. Ma la vicenda rischia di finire in Tribunale. —

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