Sicurezza
«Morivo di sete e un ferroviere ha detto “chiama il cameriere”»
Alla stazione di Pisa consegnati acqua e una busta di merendine Una passeggera: «Già da Roma c’erano problemi, il macchinista lo sapeva e ce lo ha pure detto»
PISA
Assetata e dopo un’ora e mezza senza aria condizionata le avrebbe suggerito di chiamare il cameriere. Momenti concitati e altissima tensione a bordo dell’Intercity Salerno-Torino durante la fermata forzata fra Pisa e Livorno, dovuta alla rottura del pantografo. «Sì, non mi ha dato neanche una bottiglia d’acqua – sostiene Veronica Miraschi, 20 anni, di Roma – e mi ha risposto dicendomi “Ma che sono la ristorazione? Per chi mi ha preso”. Io posso giustificare i guasti ai treni, ma non come è stato gestito il tutto. Ho visto una signora tagliarsi la maglietta con delle forbici. Avrà avuto una settantina d’anni».
Molti gli anziani a bordo. Fra loro Giuseppe Fassio, 80 anni, diretto ad Asti. «Secondo me – dice – hanno sbagliato a partire già da Roma. Si vedeva che c’erano problemi». «Vorrei esprimere la mia riconoscenza alla Polfer di Pisa perché solo con il loro intervento le cose si sono sbloccate», ha spiegato invece Mario Piccolino, professore universitario che abita a Pisa.
«Da Roma avevano annunciato problemi elettrici», spiega Sara Borsarelli, che lamenta come «a bordo l’acqua sia finita immediatamente». «Soffro di cuore e stavo morendo di caldo», aggiunge Lucia Marrazzo, che con la nipote Sofia Catalano sta tornando a Torino da una vacanza di dieci giorni a Piombino. «Durante l’attesa siamo rimasti tutti in piedi agitati», dice quest’ultima. «Per aprire le porte c’è voluta la polizia, stavamo morendo, non si può gestire le cose in questo modo», così si sfoga, subito prima ripartire, il napoletano Giovanni Di Falco. —
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