Sicurezza
Da settembre il postino suonerà solo a giorni alterni
Cambia il servizio di consegna a domicilio che avverrà due o tre volte alla settimana. Il recapito diventerà possibile anche nel tardo pomeriggio
PISA
Il postino suonerà sempre due volte, ma a giorni alterni. Da settembre partirà anche a Pisa quella che è stata definita una vera e propria rivoluzione. I portalettere non consegneranno più la corrispondenza quotidianamente, ma un giorno sì e uno no. E in una fascia oraria che non si esaurirà nella tarda mattinata, ma sarà prolungata fino al tardo pomeriggio. «La consegna - si legge infatti sul sito di Poste Italiane - verrà effettuata a giorni lavorativi alterni, dal lunedì al venerdì su base bisettimanale: lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana; martedì e giovedì in quella successiva».
Una manovra che da inizio anno si sta estendendo in tutto il Paese e che tra fine settembre ed inizio ottobre debutterà anche a Pisa e provincia, dove il servizio a giorni alterni è già stato sperimentato da dicembre in alcuni comuni del volterrano, con risultati che però i sindacati giudicano insoddisfacenti. «Sono emerse varie criticità - sottolinea Lorella Scaramelli, segretario Slp-Cisl di Pisa - che devono essere al più presto corrette».
La ristrutturazione (iniziata nel 2015 come sperimentazione in alcuni centri) nasce dalla volontà di Poste Italiane di provare a riconquistare fette di mercato occupate ora da operatori privati e dall’e-commerce. Con la carta e la corrispondenza in netta flessione, la società, parallelamente alla riduzione delle consegne, dovrebbe potenziare il servizio di recapito del materiale non cartaceo. La ristrutturazione produrrà, almeno nella fase iniziale, inevitabili ripercussioni sull’utenza. Al singolo postino non verrà più assegnata una sola zona, ma almeno due che dovrà coprire a giorni alterni. Saranno create inoltre “zone business” per la consegna quotidiana della corrispondenza urgente, che sarà assicurata giornalmente.
A livello occupazionale non ci dovrebbero essere invece ripercussioni. La società sta infatti programmando un piano di esodi incentivati per i lavoratori vicini alla pensione, mentre eventuali eccedenze di personale che potrebbero scaturire dalla riorganizzazione saranno gestite con il reintegro negli uffici e agli sportelli che da anni soffrono la carenza di impiegati. In alcuni casi non è però escluso il ricorso ai trasferimenti. «Sarà un cambiamento radicale, che andrà ad incidere sulle abitudini degli utenti e dei lavoratori - prosegue Scaramelli -. La vita dei portalettere, in alcuni casi, sarà rivoluzionata: entreranno al lavoro dopo, ma lavoreranno anche nel pomeriggio. E questo potrebbe rappresentare un problema, soprattutto per le molte donne impiegate nel servizio». Una mini-rivoluzione che, oltre ad interessare decine di migliaia di utenti, coinvolgerà alcune centinaia di postini impiegati in tutta la provincia (circa quaranta quelli attivi a Pisa). La riorganizzazione inizierà a concretizzarsi a fine settembre nei paesi più piccoli della provincia per poi estendersi ad inizio ottobre a tutti i centri urbani. «Essendo una sperimentazione, almeno in fase iniziale - conclude Scaramelli - occorrerà valutare l’impatto della riorganizzazione e, man mano, correggere gli aspetti negativi». Dopo quasi tre anni di “rodaggio”, che ha interessato molte città italiane, il processo di “ottimizzazione”del servizio di recapito diventa quindi effettivo, anche a Pisa. —
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