Sicurezza
Un’altra aggressione al pronto soccorso: infermiera stavolta presenta denuncia
Utente (con codice verde) va fuori di testa per l’attesa, querelato con l’accusa di interruzione di pubblico servizio
PISA. Pochi infermieri al pronto soccorso e molto stress. Se poi ci si mettono anche i pazienti che perdono la pazienza per le attese e se la prendono con gli operatori la situazione rischia di diventare insostenibile. Un fatto accaduto alcuni giorni fa ha convinto un’infermiera, aggredita sul luogo di lavoro, a presentare una denuncia per tutelarsi: ha querelato chi l’ha offesa denunciandolo per interruzione di pubblico servizio.
L’infermiera, in servizio al triage del pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello durante il turno pomeridiano (il fatto è accaduto il 24 luglio), ha subìto un’aggressione verbale da parte di una paziente che era insieme a un familiare intervenuto a rincarare le offese, stando al racconto dell’infermiera che poi ha presentato la querela. La situazione è quella classica, che si verifica spesso. Ci sono lunghe attese per accedere al servizio e l’utente, che aveva ricevuto un codice verde, quindi senza urgenza, si lamentava per la lunga attesa. «L’escalation di aggressioni al personale sanitario, in particolare all’interno dei pronto soccorso, è un problema di cui il NurSind – dice Daniele Carbocci, segretario provinciale – si sta occupando da anni e per il quale anche il nuovo ministro della Salute ha recentemente preso posizione prevedendo un apposito disegno di legge».
Non è la prima volta che gli operatori del pronto soccorso di Cisanello si trovano esposti agli “umori” dei cittadini che perdono la pazienza per le lunghe attese. Il fatto nuovo è che il pomeriggio del 24 l’infermiera aggredita è stata costretta ad interrompere la valutazione dei pazienti al triage per almeno 15 minuti, e ciò è successo nel momento in cui aveva appena iniziato a valutare un cittadino con una grave patologia, tanto che gli è stato poi assegnato un codice giallo. Fatto questo che è stato confermato dal Nursind.
«L’episodio è avvenuto davanti a molti utenti in attesa della valutazione del triage, ha ritardato la valutazione del paziente e ha bloccato l’ambulanza che lo aveva trasportato in codice giallo», afferma Carbocci, che rincara la dose: «Aggredire il personale infermieristico non è tuttavia la soluzione, perché è chiaro che non sono gli infermieri ad essere i responsabili della situazione, ma che anzi essi cercano di risolvere le problematiche nonostante siano numericamente sottodimensionati rispetto ai carichi di lavoro».
Rispetto al passato la novità è data dalla denuncia. «L’infermiera questa volta ha ritenuto di sporgere querela affinché sia chiaro che non possono essere giustificate in nessun modo le aggressioni a chi sta svolgendo un lavoro delicato come quello di assistere i cittadini malati. Chi ha costretto ad interrompere il lavoro di triage dell’infermiera ha procurato un danno a tutti gli utenti in attesa al pronto soccorso».
Il sindacato NurSind segnala che l’episodio si inserisce in una situazione di disagio quotidiano vissuto dai dipendenti del pronto soccorso. Né può essere di aiuto il personale del posto fisso di polizia. L’ufficio «è operativo solo la mattina per esclusive attività d’ufficio, non è un presidio utile alla tutela degli operatori, per questo abbiamo sollecitato l’Azienda a richiedere alla questura un aumento del servizio di polizia o di prevedere la presenza nell’atrio di operatori del servizio privato di vigilanza, almeno per dissuadere gli utenti da atteggiamenti particolarmente aggressivi».
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