Il Tirreno

Pisa

fiducia tradita 

Consulente condannata si era tenuta le tasse già pagate dal cliente

PIETRO BARGHIGIANI
Consulente condannata si era tenuta le tasse già pagate dal cliente

Sei mesi per appropriazione indebita, altri processi in arrivo La parte civile: «Erano 30mila euro, ne devo restituire 120mila»

2 MINUTI DI LETTURA





pisa. È il primo processo che arriva a sentenza. Altri, però, si profilano all’orizzonte per una nota professionista di Peccioli alle prese con una serie di contestazioni sulla fedeltà contabile riservata ai suoi clienti.

Lucia Simoncini è stata condannata dal giudice Maria Grazia Grieco a 6 mesi, con la condizionale, per appropriazione indebita. Qualche reato è caduto in prescrizione (il periodo in esame andava dal 2008 al 2011). Secondo l’accusa l’imputata nel corso degli anni, lavorando come consulente di un libero professionista del posto, non avrebbe tenuto con regolarità i conti verso l’erario. Tasse e contributi che non sono mai arrivati a destinazione. Soldi rimasti nelle tasche di chi avrebbe dovuto girarli allo Stato. E il cliente che pensava di fare il proprio dovere fiscale, a distanza di anni si è scoperto evasore incolpevole e, soprattutto, inconsapevole. I mancati versamenti si aggirano sui 30mila euro. Una somma che tra sanzioni e interessi si è quadruplicata fino ad arrivare a 120mila euro. «Una cifra lievitata che sto pagando a rate» sottolinea il professionista gabbato, assistito come parte civile dall’avvocato Francesco Carlesi.

L’imputata, difesa dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Anna Francini, ha altri procedimenti pendenti, sempre con professionisti e aziende trasformate, a causa delle sue condotte, in debitori insolventi. La scoperta di una situazione impensabile è arrivata seguendo il più classico dei copioni. Il cliente riceve una cartella esattoriale. Si meraviglia perché ritiene di aver pagato sempre tutto. Si rivolge alla professionista a cui aveva affidato fiducia e soldi. E viene rassicurato. Solo che poi il fisco continua a fare la faccia cattiva, anche se con la persona sbagliata. Ma tant’è. E il suo nome a comparire quando l’allora Equitalia viene incaricata di recuperare Iva, contributi e Irpef non saldati. Le scuse di Simoncini non bastano a tranquillizzare il cliente. Gli basta verificare con l’Agenzia delle Entrate la sua posizione e lo sgomento è proporzionato al conto che viene fuori. Non resta che la querela. La stessa strada imboccata da altri clienti che nel tempo sono riusciti a portare la professionista in Tribunale. L’unica consolazione è che la condanna cancella le sanzioni nell’importo che il cliente sta pagando allo Stato. Per la seconda volta. —

PIETRO BARGHIGIANI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa