Toscana
Certosa, i consiglieri comunali scrivono al ministro: «Unire i due musei di Calci»
Dopo le difficoltà l’appello anche al premier Giuseppe Conte L’amministrazione cerca di risolvere i problemi di personale
PISA
A breve, tra le prime carte che il premier Giuseppe Conte e il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli troveranno sulla scrivania, ci sarà l’appello del Comune a risolvere una volta per tutte gli annosi problemi del Museo nazionale della Certosa monumentale: scarsità del personale e orari di apertura ridotti all’osso – nonostante il crescente interesse per l’ex convento certosino – per citarne alcuni. Mercoledì il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno proposto dalla maggioranza di centrosinistra, mettendo nero su bianco la propria, «decisa disapprovazione per l'attuale condizione di sottoccupazione del museo per ciò che questa condizione inaccettabile comporta per i lavoratori, per i disoccupati e per la fruibilità culturale e turistica del plesso».
Il complesso certosino – lo ricordiamo – ospita due distinti istituti museali: quello di competenza del ministero dei Beni culturali e il Museo di storia naturale dell’Università di Pisa. Mentre su quest’ultimo l’Ateneo pisano ha investito e puntato molto, registrando un numero di ingressi record e grande apprezzamento del pubblico, sul museo nazionale la gestione nazionale non ha mai risolto le carenze di personale. Una situazione a dir poco paradossale viste le bellezze custodite dalla Certosa e la popolarità crescente ottenuta in seguito alla campagna del Fondo ambiente italiano del 2014. In passato, Il Tirreno ha dato più volte conto dei disagi agli utenti, specie nei giorni festivi, quando l’orario di apertura è 8.30-12.30 e con ingressi scaglionati: troppo pochi i dipendenti per gestire i flussi di visitatori.
Una soluzione al problema potrebbe essere la gestione unitaria dei due musei, con giorni e orari di apertura comuni, biglietto unico, sorveglianza e ottimizzazione del personale. Una strada intrapresa dalla Regione e dal governo uscente. Sulla stessa linea d’onda anche la mozione della commissione regionale Sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione e formazione, approvata a gennaio, che fu presentata dalla consigliera M5s Irene Galletti ed emendata dalla consigliera Pd Alessandra Nardini». Adesso il consiglio calcesano impegna la giunta comunale a sensibilizzare Conte e Bonisoli, «affinché possano prendere visione dello stato dell'arte ed attivarsi perché si giunga ad una soluzione definitiva e positiva del percorso avviato». «Sulla gestione unitaria abbiamo trovato ampia e fattiva condivisione tra i vari livelli istituzionali e non solo a sinistra e nel centrosinistra, ma anche col M5s, come dimostra la mozione delle consigliere regionali Galletti e Nardini. Confidiamo in questo, nella sensatezza della proposta, affinché si arrivi ad una conclusione positiva del percorso intrapreso. Sarebbe un salto di qualità per Calci», commenta il capogruppo di maggioranza Tommaso Pierini. —
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