Sicurezza
Nuova moschea a Porta a Lucca contro-variante per stoppare l’iter
La giunta comunale si appresta ad approvare una delibera per cambiare le previsioni urbanistiche dell’area
PISA
Accelerare le pratiche. L’indicazione che esce da Palazzo Gambacorti è netta. Agli uffici è stato chiesto di mettere a punto velocemente l’iter che porta ad un cambiamento di variante urbanistica. Una sorta di contro-variante che superi quella attuale riguardo alla porzione di Porta a Lucca dove è indicata la possibilità di costruire un luogo di culto. In pratica, cancellare la previsione della moschea su quei terreni lungo via del Brennero che la comunità islamica pisana ha regolarmente comprato da tempo e sui quali vorrebbe realizzare l’edificio religioso.
Per i prossimi giorni è preannunciata una discussione nella giunta comunale, con sicura approvazione, di un atto di indirizzo politico per avviare la variante urbanistica. Il no-moschea è stato infatti uno dei capisaldi della campagna elettorale che ha portato al successo della coalizione di centrodestra (anche se dentro Forza Italia la posizione è un po’ diversa) e all’elezione a sindaco di Michele Conti. Il quale ha ribadito la sua contrarietà alla costruzione di una moschea almeno a Porta a Lucca, senza escludere altre soluzioni, ma auspicando possibilmente il coinvolgimento dei territori vicini.
L’iter per la costruzione dell’edificio di culto è però avviato e sarebbe anche a buon punto. Nei giorni scorsi, la presenza di una trivella nell’area di Porta a Lucca ha riacceso decisamente i riflettori sulla vicenda: saggi del terreno richiesti dal geologo incaricato dalla comunità islamica e che testimoniano l’avanzamento delle operazioni preparatorie rispetto all’avvio del cantiere.
Lo stesso imam Mohammad Khalil ha confermato che le procedure vanno avanti e che sono in attesa dell’ultimo documento mancante, un’autorizzazione del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, l’ex Fiumi e Fossi. Previsto per la fine del 2015, l’inizio dei lavori per la moschea, con annessi un centro culturale e di aggregazione, parcheggi ed un’area a verde, è slittato continuamente.
Questo via libera ancora da concedere blocca le procedure e qui ha intenzione di inserirsi l’amministrazione comunale per cambiare la destinazione urbanistica (procedimento per il quale servono non meno di sei mesi). L’intenzione del palazzo, per evitare contenziosi, sarebbe quella di prevedere per l’area in questione possibilità di utilizzo che non ne alterino, semmai il contrario, il valore economico. Al tempo stesso dovranno essere portate convincenti motivazioni di carattere urbanistico per spiegare il cambio di rotta.
La parola passa ora alle mosse dell’amministrazione comunale, sia per la parte politica che per il settore urbanistica. Ma il voto decisivo, trattandosi di una variante, dovrà arrivare dal consiglio comunale. Dove la maggioranza di centrodestra a trazione leghista è ampia ed avrebbe tutti i numeri per far pendere la bilancia dalla propria parte. L’assemblea però non può ancora lavorare in pieno non avendo finora eletto il presidente e formato le commissioni consiliari.
Torna così a maggior ragione sulla scena il caso di Gianluca Gambini, candidato alla presidenza del consiglio comunale, la cui posizione è “congelata” per la lite pendente con il Comune dovuta alla proprietà di un immobile sul litorale. La seduta del consiglio per sciogliere il nodo potrebbe tenersi martedì 31. Ironia della sorte, Gambini è da tempo tra i principali esponenti del no-moschea. —
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