Gioco
Mancano 22 medici Servizi essenziali assicurati grazie ai precari in corsia
La denuncia del sindacato su ferie arretrate, straordinari e conseguenze del blocco del turn over sulle attività
PISA
Cambio al vertice del sindacato dei medici Anaao-Assomed ma le battaglie restano quelle e cioè: aumento del personale, rispetto dell’orario di lavoro e delle norme sui riposi, stabilizzazione dei precari.
Gerardo Anastasio segretario aziendale di Pisa lascia l’incarico al collega Mauro Ferrari, medico della sezione di chirurgia generale e peritoneale. Originario di Cosenza, ha 56 anni e riceve il testimone da Anastasio che diventa segretario amministrativo regionale e membro del direttivo nazionale dell’Anaao. Ferrari entra subito nel merito delle battaglie che porterà avanti snocciolando alcuni numeri e dati da correggere nel breve medio periodo. «Partiamo dal fatto che siamo in piena estate e come ogni anno siamo a combattere con la carenza di posti letto, mentre il Pronto Soccorso è chiamato come sempre a sopperire alle carenze del territorio» dice Ferrari.
Nonostante l’Aoup si sia impegnata molto sul fronte della risoluzione di questo problema e dell’aggravio sul pronto soccorso «non si può non rimarcare - afferma - il continuo definanziamento del sistema sanitario pubblico e la miope programmazione politica nazionale e regionale che nel corso degli anni per esigenze di risparmio ha falcidiato i posti letto ospedalieri non aumentando quelli destinati ai pazienti cronici gestiti sul territorio, come peraltro era stato promesso».
Un altro fronte caldo, è quello della cronica carenza di personale medico. «La dotazione organica del nostro ospedale, peraltro sottostimata, è di 815 medici: ne mancano 22 e mancano anche due dirigenti sanitari e tre dirigenti farmacisti» dice il sindacalista. Inoltre, a causa del blocco del turn over, «si continua ad usare personale precario per garantire i livelli essenziali di assistenza, così come per l’open access, la procedura predisposta dalla direzione aziendale che consente di effettuare alcune importanti visite ambulatoriali con massimo tre giorni di attesa». Come dire che è anche grazie all’utilizzo diffuso del precariato, che la nostra organizzazione sanitaria pisana rimane nelle fasce alte nell’erogare prestazioni di qualità. «Questo fenomeno però – riprende il sindacalista – non può durare in eterno anche perché è speculare ad un altro aspetto che è quello che i medici strutturati di fatto lavorano 13 mesi l’anno. E questo a causa dei continui straordinari non retribuiti e solo in parte recuperati. È come se l’azienda ospedaliera, facendoci lavorare così tanto, avesse 70 medici in più rispetto a quelli effettivamente in organico».
Già nel 2012, Il Tirreno si era occupato della questione ferie e straordinari del personale sanitario, e l’Anaao aveva stimato che i circa 800 medici, avevano accumulato qualcosa come 127 anni di ferie arretrate, per l’esattezza 46.496 giorni. Il che equivale ad oltre due mesi di ferie in capo a ciascun camice bianco. E sono passati da quella denuncia ben otto anni, «senza sostanziali cambiamenti» a detta del sindacato. « Si arriva all’assurdo che pur di non assumere giovani, nel Veneto – prosegue Ferrari – hanno richiamato in servizio i pensionati. Pensiamo sia più giusto inserire prima a lavorare in ospedale i nostri giovani specializzandi, sottraendoli al destino di studenti di lungo corso voluto dall’università e all’emigrazione: ogni anno dall’Italia vanno via mille medici. Calcolando che la formazione di uno specialista costa 500mila euro è come se ogni anno regalassimo mille Ferrari». —
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