Italia
Fioramonti in ateneo a Pisa «Industria 4.0, un’opportunità»
Il sottosegretario all’Istruzione incontra gli studenti della Summer School e visita il dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa
PISA. È la prima università nella quale mette piede dopo la nomina a sottosegretario. E lo ha fatto in un contesto tra i più internazionali dell’Ateneo per parlare di ricerca, tecnologia, responsabilità sociale degli scienziati. E molto altro ancora.
Una giornata tutta pisana quella di ieri per il vice ministro all’istruzione, Lorenzo Fioramonti, che nel corso della mattinata ha partecipato all’Erc special day (giornata della Summer School “Enabling Technologies for the Internet of Things” dedicata alle presentazione delle ricerche che hanno ottenuto il riconoscimento dell’European Research Council) per poi visitare il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e conoscere da vicino Crosslab, il progetto di sviluppo integrato finanziato dal Miur con nove milioni di euro «che punta a unire - spiega l’Università in una nota - in sei laboratori interdisciplinari ricerca e imprese, aprendo la strada alle innovazioni necessarie per realizzare il piano Industria 4.0».
«In questa prima fase sto cercando di conoscere tutti i punti di eccellenza d’Italia - ha detto Fioramonti - questa a Pisa è un’occasione non solo per vedere un dipartimento di eccellenza ma anche conoscere studenti internazionali che vengono in Italia per apprender nuovi modi di fare industria e tecnologia, portare le loro conoscenze e creare quella forma di università aperta e internazionalizzata che è al centro della nostra azione di governo».
Il sottosegretario ha parlato ai giovani della responsabilità sociale degli scienziati. «Il futuro della scienza è l’interdisciplinarietà - afferma - dobbiamo muoverci verso una commistione, una contaminazione dei saperi. Gli ingegneri devono puntare all’eccellenza ma sempre considerando l’impatto che le loro tecnologie e le loro scoperte possono avere sulla società, sull’ambiente. E questo vale per loro come per chi fa economia, architettura, medicina e così via. A me quello che piace molto di questo nuovo approccio alla tecnologia che vedo anche qui a Pisa è proprio questa volontà di far dialogare discipline che tra di loro non hanno sempre dialogato, far comprendere alla nuova generazione di scienziati che esiste una responsabilità morale, etica e di visione che accomuna tutti per migliorare le condizioni della ricerca e avere un impatto positivo sul mondo».
In questo contesto doverosa una riflessione sul tema dell’industria 4.0 e le sue conseguenze soprattutto sul piano del lavoro. «L’industria 4.0 è una grandissima opportunità per migliorare condizioni di lavoro, per dare a chi oggi lavora nuove capacità e nuove funzioni. Ovviamente può rappresentare una minaccia al modello di lavoro esistente ma se guidata in modo intelligente, organizzato e programmato può davvero diventare una opportunità. Ad esempio per rilocalizzare le economie, portare le produzioni lì dove esistono i consumi, rivedere, se vogliamo, anche la globalizzazione della produzione che oggi sposta i lavori in altri Paesi perché costano di meno. L’industria 4.0 potrebbe portare un nuovo percorso di produzione locale che sia ecologica, sostenibile, intelligente e quindi posti di lavoro migliori». —
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