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TRIBUNALE

Vuole risarcire l’azienda dell’acqua, ma non trova chi gli dice come fare

Il Tribunale di Pisa
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Il Tribunale di Pisa

L'utente è accusato di furto per un allaccio abusivo

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PISA. Ammette il fatto, si scusa e vuole risarcire la parte offesa. Ma prima il diretto interessato e poi il suo legale non riescono a farsi dare dalla società danneggiata gli estremi del referente con cui concordare l’invio del bonifico. È uno dei passaggi singolari di un procedimento penale discusso davanti al Gup Pietro Murano dall’avvocato Tommaso Gronchi. Il legale ha chiesto per il suo cliente la messa alla prova. L’uomo, di Santa Croce sull’Arno, è accusato di furto. Ha tolto i sigilli a un contatore piombato e si è preso l’acqua. Di qui la denuncia con il gestore, Acque Spa, nel ruolo di parte offesa. L’avvocato ha presentato al giudice il programma di lavori di pubblica utilità per il suo assistito con tanto di ammissione di colpa e la volontà di riparare al danno. Ma al momento di esibire la quietanza di pagamento per l’acqua non saldata (sui 500 euro) ha dovuto riferire che la società, pur contattata dal cliente e dal professionista, non ha saputo indicargli un responsabile con cui concordare il risarcimento. Voleva pagare il suo debito, ma il creditore non lo ha ascoltato, né si è costituito parte civile. — P.B.

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