Il dolore
Travolse e uccise operaio patteggia venti mesi
PISA. Aveva appena portato la moglie al pullman a Pontedera per una gita con partenza intorno alle 6. Un saluto alla consorte e agli amici e poi era salito di nuovo sulla sua Golf Volkswagen per...
PISA. Aveva appena portato la moglie al pullman a Pontedera per una gita con partenza intorno alle 6.
Un saluto alla consorte e agli amici e poi era salito di nuovo sulla sua Golf Volkswagen per tornare a casa. Arrivato all’altezza del Centro Torretta White a Calcinaia, Girardengo Vannucci, 65 anni, di Buti, non si accorse di un pedone che stava attraversando la strada. Lo centrò in pieno.
Massimo Giovanni Palumbo morì sul colpo. Aveva 37 anni, abitava a Montecalvoli e faceva l’operaio. Per quell’incidente mortale avvenuto nel marzo 2017 ieri mattina Vannucci ha patteggiato per omicidio colposo un anno e 8 mesi davanti al Gup Pietro Murano (pm Giovanni Porpora).
I familiari della vittima, risarciti dall’assicurazione, non si sono costituiti parte civile. L’imputato, difeso dall’avvocato Massimo Parenti, ha ottenuto la condizionale, ma come pena accessoria avrà la revoca della patente.
Il primo a soccorrere il pedone fu proprio l'automobilista butese. Uno schianto su un tratto rettilineo dove per quelle insondabili traiettorie del destino le esistenze di due persone che non si conoscevano si sono unite lasciando una vittima sul ciglio della strada.
Palumbo era il figlio di un poliziotto in pensione del commissariato di Pontedera, Francesco Palumbo.
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, Vannucci non riuscì a vedere in tempo Palumbo per poter frenare. Di qui l’urto senza scampo per l’operaio investito mentre stava andando verso la sua auto parcheggiata in una strada laterale alla Sarzanese Valdera. —
P.B..
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