Il Tirreno

Pisa

il caso 

Malata e invalida ma l’Asl le nega l’accompagnamento «Incomprensibile»

La denuncia di una giovane da anni residente a Marina di Pisa: «I certificati dicono che non posso lavorare» 

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MARINA. Giada Ricciardulli ha trentatré anni, è nata a Livorno ma da diciassette anni vive a Marina con la mamma e la sorella più piccola ed ha cominciato ad avere problemi di salute a quindici anni. Problemi seri che hanno portato al riconoscimento di una invalidità al 100%. Eppure il 31 maggio scorso si è vista negare l’assegno di accompagnamento richiesto all’Asl di Pisa. Giada ha cominciato ad avere problemi di salute fin da giovane a seguito di alcuni lutti familiari. A 15 anni le prime crisi epilettiche con convulsioni che non si sono più fermate e che da diciotto anni a questa parte la costringono a vivere un calvario. I farmaci che le curano l’epilessia le hanno indotto un aumento di peso incontrollato tanto che oggi pesa 135 chili. Le si è sviluppato il diabete e lo scorso anno ha trascorso più di un mese in ospedale a seguito di un’operazione per togliere un ernia ombelicale e in alcuni momenti i familiari hanno temuto anche per la sua vita per una complicazione dovuta ad un ascesso. Dopo le prime crisi, Giada ha iniziato le visite per accertamenti fino a quando, nel 2005, è stata riconosciuta invalida al 100% con una pensione mensile di 290,08 euro. Da quel momento Giada ogni anno ha rinnovato la visita per confermare il suo stato di salute e in tutte le risposte è stata evidenziata la dicitura: «invalida con totale e permanente invalidità lavorativa».

«Ora - si chiede Giada -, se mi è stata riconosciuta l’invalidità al 100% e anche che sono permanentemente inabile al lavoro, perché la commissione medica per l’assegnamento dell’accompagnamento mi ha detto che posso andare a lavorare e per questo mi hanno negato l’accompagnamento? Io non posso fare un passo da sola, ho sempre bisogno di qualcuno che mi accompagni perché le crisi epilettiche possono arrivare in qualsiasi momento. Quando mi succede posso cadere per terra, avere le convulsioni, divento incosciente e una volta passate, per un po’ non ho più memoria né di dove sono e né di chi sono le persone intorno a me, non riconosco nemmeno i familiari. Neanche in casa posso rimanere da sola, pensate se dovesse prendermi una crisi mentre sono in bagno o intenta a cucinare cosa potrebbe succedermi». Giada racconta la visita e l’esame della commissione medica: «solo uno dei medici era d’accordo al concedermi l’assegno».

La giovane però non molla: ha deciso, rifarà tutte le analisi e ripresenterà domanda. «Io non mi arrendo – afferma Giada - Vorrei vedere loro al mio posto».

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