Il Tirreno

Pisa

Durante la seduta il regista si ritrova faccia a faccia con le attiviste che ne chiedono la testa «Dovessi mettermi al loro livello le combatterei con le squadracce fasciste, ma è un’iperbole» 

L’assessore: «Io come Matteotti mentre loro sono delle naziste»

STEFANO TAGLIONE
L’assessore: «Io come Matteotti mentre loro sono delle naziste»

l’intervista«Ma che democrazia è questa? Non sono neanche padrone di tornare nel mio ufficio. Le attiviste della Casa della donna sono delle naziste che non rispettano lo Stato di diritto. Che cosa...

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l’intervista

«Ma che democrazia è questa? Non sono neanche padrone di tornare nel mio ufficio. Le attiviste della Casa della donna sono delle naziste che non rispettano lo Stato di diritto. Che cosa dovrei fare ora? Utilizzare le squadracce fasciste per combatterle? È un’iperbole, sia chiaro, visto che evidentemente nel 2018 i nazisti esistono ancora. Torniamo al tempo di fascisti contro comunisti».

La seduta del consiglio comunale è appena stata sciolta e attiviste e simpatizzanti della Casa della donna si sono radunate fuori e dentro la Sala regia per chiedere le dimissioni del neoassessore alla cultura, Andrea Buscemi, che esce dall’aula insieme ai suoi supporter – che indossano una maglia con su scritto «Io sto con Andrea Buscemi», in contrapposizione a quella delle manifestanti – e ad alcuni poliziotti che gli consigliano come uscire da Palazzo Gambacorti evitando di incrociare le attiviste. Che urlano a squarciagola anche all’indirizzo del sindaco, Michele Conti, chiedendogli «Come faranno le donne che subiscono violenze a fidarsi ancora delle istituzioni? Qui ci sono gli atti dei processi», dicono sventolando il fascicolo della Corte d’appello di Firenze.

Assessore Buscemi, si dimette?

«Facciamola finita. Sono tre persone che urlano a squarciagola. Io combatterò il nazismo. Perché nel 2018 c’è ancora chi è nazista».

Attiviste e simpatizzanti della Casa della donna, a causa del suo processo per stalking conclusosi sul piano penale con la prescrizione, chiedono che si faccia da parte. Che cosa risponde?

«Il comportamento della Casa della Donna è nazista. Perché loro, come il nazismo, adottano forme di persecuzione, sviluppando campagne d’odio come fecero i nazisti con gli ebrei. Spero che la mia querela per stalking contro di loro possa fermarle, perché sono persone pericolose».

Perché nazista?

«Bisogna stare molto attenti perché queste persone demonizzano il nemico comune, che sarei io. Dicono una verità che non è una verità, ma qualcosa di vergognoso. Allora agiscono come i tedeschi degli anni Trenta e vorrebbero saltare a piè pari lo Stato di diritto, la Costituzione, la democrazia, il garantismo e i risultati di un processo».

Quindi, a parte la querela, cosa intende fare?

«Niente. Invito tutti a vigilare su questi comportamenti, perché il nazismo e il fascismo sono partiti supportati da pochi gruppetti che poi hanno attecchito eliminando gli avversari. Ricordatevi del fascismo, del nazismo, degli ebrei e di Giacomo Matteotti, deputato fatto oggetto di una campagna analoga, che è poi finito ammazzato».

Le manifestanti sono arrivate fino in aula per chiedere le sue dimissioni.

«E mentre parlavo con i giornalisti alzavano la voce per non farmi parlare, togliendomi la libertà».

Al prossimo consiglio comunale hanno detto che faranno la stessa cosa.

«Allora vorrà dire che agirà la polizia. Chiederò al presidente di chiudere la Sala regia, posizionando degli schermi fuori per consentire a tutti di assistere». —

STEFANO TAGLIONE

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