Lutto
Depresbiteris eletto segretario del Pd ma restano le divisioni
L’assemblea comunale vota l’avvocato. Antonio Mazzeo soddisfatto: una scelta giovane per il futuro. Nardini replica: il metodo è sbagliato
PISA
Il Pd pisano ha un nuovo segretario. Biagio Depresbiteris, avvocato, ha raggiunto il quorum nella votazione di lunedì sera al termine dell’assemblea comunale. Prende il posto del dimissionario Giovanni Viale. Evidente soddisfazione da parte del consigliere regionale Antonio Mazzeo e dei giovani democratici che hanno spinto per questa soluzione garantendo i voti necessari. Molto meno da parte dalla sinistra del partito, ma non solo. Non era invece presente l’ex sindaco Marco Filippeschi.
Il Pd prova dunque a ripartire dopo la sconfitta elettorale, ma resta preda delle divisioni interne. Mentre la conta ha premiato Depresbiteris, la parte dem che guarda ad Andrea Ferrante avrebbe preferito un comitato, un gruppo di reggenti fino al congresso (con lo stesso Ferrante possibile candidato futuro anche per l’assenza dei numeri per ottenere l’elezione in questa fase).
«Il fatto che in un momento così delicato un giovane appassionato, competente e determinato come Biagio abbia deciso di mettersi a disposizione per far ripartire la nostra comunità lo trovo un segnale bellissimo», dice Mazzeo tratteggiando quasi un colpo di spugna, un primo segnale di cambiamento. Il consigliere regionale aggiunge: «Il Pd che dobbiamo volere è questo. Un Pd che abbia il coraggio di guardare al futuro sostenendo senza timori le sue energie migliori, che abbia la voglia di aprire porte e finestre per radicarsi sempre più sul territorio e che torni ad essere punto di riferimento laddove ci sono le sofferenze».
Parere opposto per la consigliera regionale Alessandra Nardini, esponente di punta dell’ala orlandiana del partito. «Il punto - dice - non è il nome, ma il metodo. Non l’ho condiviso e continuo a ritenerlo un errore. Dopo le vicende degli ultimi mesi, con un partito che si era diviso sulla scelta del candidato sindaco e che si era poi saputo ricomporre, per il bene della città, in campagna elettorale, e soprattutto dopo la cocente sconfitta alle amministrative, ora non c’era proprio bisogno di una forzatura a maggioranza».
«Ci sarebbe stato assoluto bisogno invece di condivisione, unità e soprattutto di discussione - insiste Nardini -. Una discussione profonda ed autentica sugli errori commessi e su come ricostruire. La totale assenza di discussione ed un segretario eletto con 65 presenti (esattamente il quorum richiesto, non una testa in più), e votato da 62 membri su 128, temo non sia assolutamente una risposta all’altezza della situazione». Per ultimo si prospetterebbe una contestazione sui numeri del quorum che ha portato all’elezione del segretario. —
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