Il Tirreno

Pisa

la tragedia 

Gli amici hanno tentato di rianimarla Chiara è morta davanti ai loro occhi

S. C.
Gli amici hanno tentato di rianimarla Chiara è morta davanti ai loro occhi

La nonna: «Mia nipote andava volentieri in quel ristorante, si fidava, sapeva cosa poteva mangiare senza rischi»

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PONTEDERA. «Chiara andava volentieri in quel ristorante, si fidava di loro, sapeva cosa poteva o non poteva mangiare. È difficile provare a dire qualcosa».

C’è un silenzio incredibile nella villetta dalle pareti a mattoncini, dove abitava Chiara con la sua famiglia. È mattina. I genitori, Michela Bargagna e Massimo Ribechini, sono a Pisa. In casa ci sono la nonna e alcuni parenti.

«I genitori non ci sono – dice la nonna – Ieri sera (domenica per chi legge, ndr) li hanno chiamati gli amici quando Chiara stava male. Un dolore grande».

Cascina si è svegliata con la tragica notizia della morte della ragazza che abitava Navacchio e aveva frequentato l’Itas “Gambacorti” a Pisa, indirizzo biologico.

«Una cara ragazza – ripete la nonna – lavorava saltuariamente e seguiva anche un corso. In questo momento, credetemi, non sono in grado di dire niente di più».

Lo sgomento degli amici si legge negli occhi di chi arriva a casa Ribechini dopo che ha saputo della disgrazia. Difficile credere che Chiara, una bella ragazza dai capelli biondi, piena di interessi e passioni, non ci sia più e che a portarla via sia stato uno shock anafilattico di origine alimentare.

È il momento del dolore e del silenzio. Ma al tempo stesso è difficile per amici e parenti non sentire il bisogno di stringersi in un abbraccio con i genitori di Chiara.

«Siamo disperati, è un dolore troppo grande», hanno risposto a chi provava a saperne di più sul dramma avvenuto per la strada, vicino alla vecchia stazione ferroviaria di La Rotta.

I soccorritori del 118, così come i genitori della vittima e dei ragazzi che erano con lei, hanno trovato Chiara (avrebbe compiuto 24 anni a breve) per strada. Gli amici, quando hanno visto che aveva perso conoscenza, l’hanno adagiata sull’asfalto, hanno iniziato a rianimarla mentre aspettavano l’intervento del 118, intervenuto con l’ambulanza della Pubblica assistenza di Pontedera e l’automedica.

Il fidanzato di Chiara ha telefonato alla mamma della giovane, che ha lavorato tanti anni nella rianimazione dell’ospedale di Cisanello e ora è infermiera nella radiodiagnostica. Sono stati gli amici i primi a spiegare ai soccorritori che Chiara aveva gravi problemi di allergie alimentari e che in un paio di occasioni la madre l’aveva rianimata aiutandola a superare gravi crisi. E lei, consapevole di questi problemi di salute, portava sempre con sé farmaci considerati salvavita in caso di reazioni improvvise.

Difficilmente i soccorritori dimenticheranno i racconti degli amici di quella che era stata fino a quel momento una serata di grande allegria.

«Quando siamo entrati nel ristorante abbiamo visto che c’era un matrimonio – hanno raccontato gli amici dopo la tragedia – abbiamo pensato di andare via, c’era troppa gente. Poi con Chiara abbiamo deciso di restare».

Nessuno poteva immaginare quello che poi è accaduto. –

S. C. . Altri servizi a pag. 9. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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