Sicurezza
Buscemi si difende con querele e fa la vittima: «Attacchi nazisti»
L’assessore denuncia per stalking la presidente della Casa della Donna e la promotrice della petizione per chiedere le sue dimissioni dalla giunta
pisa
Da stalker a stalkizzato. Inverte ruoli e sostanza dello scontro in atto da giorni con una parte della città, l’assessore leghista Andrea Buscemi.
Cambia strategia e rompe il silenzio di queste settimane con un annuncio: «Querelo per stalking la presidente della Casa della Donna, Carla Pochini e la promotrice della petizione su charge.org Elisabetta Vanni».
Amante delle iperboli e coltivatore della parola con effetto scenico, Buscemi arriva a paragonare la campagna per chiedere le sue dimissioni alle azioni dei nazisti contro gli ebrei. Metafora forte e, nello stile del personaggio, destinata ad esiti incendiari.
Accerchiato e nel mirino da settimane, l’assessore si difende attaccando, senza diplomazie accusando dello stesso chi lo contesta per lo stalking prescritto a livello penale, ancora in piedi per il risarcimento alla ex. «La Casa della Donna, che prende bei contributi pubblici, ha scelto un nemico come i nazisti fecero con gli ebrei – scandisce l’attore e regista in un bar di Borgo Stretto –. Quindi inizia la demonizzazione per poi arrivare alla morte civile. Stanno perseguitando un’intera famiglia».
Al suo fianco l’avvocato Rubina Colombini e la compagna, Martina Benedetti. Buscemi ha anche scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella una lettera in cui sintetizza genesi e sviluppi di quella che sostiene essere un’aggressione basata su falsità e livore di una parte politica che a suo dire non si arrende all’esito delle urne. «Avete perso, fatevene una ragione e rassegnatevi» sottolinea l’esponente della giunta Conti.
«Non è vero che sono stato condannato per stalking – ribadisce l’assessore supportato dal suo legale –. In primo grado c’è stata un’assoluzione piena. In appello è arrivato il proscioglimento per prescrizione. La condanna a risarcire i danni alla mia ex? C’è un ricorso pendente in Cassazione e quindi la sentenza non è passata in giudicato». Oltre allo stalking la querela comprende anche le molestie e la diffamazione.
«Su Facebook c’è chi si augura la mia morte – riprende –. “Va abbattuto”, “Bisognerebbe sparargli”. La mia compagna piange e si dispera. Le hanno scritto che farà la fine della Petacci. È stata montata ad arte una campagna d’odio che sta condizionando la mia vita e quella della mia compagna. Sono stato costretto a trasferirmi a Viareggio per evitare di incontrare gente che potrebbe aggredirmi e insultarmi. Sono nonno di un nipotino di 9 mesi, ma mi guardo bene dal portarlo in giro per evitare di persona gli insulti che girano sul web». Parla di matrimonio mancato a causa degli attacchi, Martina Benedetti: «Si chiama Casa della Donna, ma non rispetta le donne e anzi le divide tra serie A e B. Ci hanno tolto la serenità dopo essere finiti nel mirino di un’istigazione all’odio». —
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