La frittura non è pronta: cliente ubriaco scatena la rissa al ristorante
Caos al bagno Luana di Tirrenia: il 50enne di San Miniato si è ferito alla testa tentando di picchiare tutti. Malore per una dipendente
TIRRENIA. Doveva essere una cena speciale. In riva al mare e con tanti amici. Ma dopo un aperitivo all’aria aperta, l’antipasto, il primo e soprattutto con otto bottiglie di vino sullo stomaco si è trasformata in una rissa da saloon, con un ferito alla testa finito al pronto soccorso e una cameriera colpita da malore. Tutto per due fritture in ritardo di dieci minuti, mai pagate come il conto di oltre 300 euro.
Sabato sera di follia a Tirrenia, al ristorante del bagno Luana. Erano le 22.45 del 14 luglio quando un cinquantenne di San Miniato – arrivato verso le 21 insieme ad altre 11 persone – ha perso la testa tentando di picchiare tutti i camerieri del locale, che in quel momento pensavano solo a difendersi, cercando di calmare e allontanare il commensale violento e ubriaco. Stando a una prima ricostruzione l’uomo – che la titolare Maria Viviani non aveva mai visto prima – davanti a un centinaio di clienti, fra cui ragazzi e bambini, avrebbe iniziato a insultare il personale di sala a causa di due fritture in ritardo di dieci minuti. Sarebbe stata la modica attesa, stando al racconto dei testimoni, a scatenare la furia del samminiatese. Che ha buttato per terra una decina di bicchieri dal bancone, distruggendoli, cercando poi di colpire un cameriere con una caraffa vuota. Caraffa di vetro che è finita in frantumi per terra, con lui dietro barcollante che ha battuto la testa contro uno spigolo, ferendosi e rovinando sul pavimento, macchiato da una pozza di sangue.
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Attonita la titolare del ristorante, la livornese Maria Viviani. «È incredibile – dice l’imprenditrice – e ci dispiace tantissimo per lui e soprattutto per tutti gli altri clienti. Quell’uomo era tutta la sera che faceva dentro e fuori dalla sala. Era inquieto, ubriaco e inizialmente si lamentava del caldo, per questo abbiamo posizionato il suo tavolo vicino all’ingresso. Poi, mentre stavamo cuocendo le fritture – continua la titolare – ha cominciato a protestare minacciando di andarsene senza pagare, come poi fra l’altro ha fatto. Io gli ho detto che avrebbe potuto farlo tranquillamente, che non mi sarei opposta. Ma è scattata la violenza. Comunque lo perdono».
A pochi minuti dalle rassicurazioni della donna, anziché sopportare la breve attesa, il cliente in preda all’ubriachezza ha prima rotto i bicchieri e la caraffa (che voleva usare come arma contro un cameriere), tentando di entrare in cucina e picchiare il resto del personale. Si è scatenata una rissa che ha coinvolto diverse persone dentro e fuori dalla sala, dove il cinquantenne era l’unico a darle e a prenderle, visto che secondo i testimoni avrebbe fatto tutto da solo. Per questo dal locale sono partite le chiamate ai carabinieri, giunti sul posto dalla stazione di Tirrenia, e al 118, che ha inviato sul posto un’ambulanza della Svs di Livorno, con i volontari che hanno poi trasportato il cinquantenne al pronto soccorso.
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Poco prima del viaggio verso l’ospedale, con gli amici che con fatica erano riusciti a farlo uscire fuori, l’uomo aveva aggredito anche un altro dipendente del locale. Poi è crollato esausto su una sedia. Nel frattempo, vittima del parapiglia, si è sentita male una cameriera, svenendo a causa di un malore. Si tratta di una donna di 54 anni, di Livorno come la stragrande maggioranza del personale del ristorante, dove però lavorano anche due giovani pisani. «Ci ha causato parecchi danni – commenta Luisella Gneri, che lavora in cucina – Sono basita».
Per la titolare dell’attività, purtroppo, dopo il danno è arrivata anche la beffa: nessuno dei 12 commensali (due erano bambini) ha pagato il conto. Circa 300 euro (25-30 euro a testa) che la ristoratrice metterà di tasca propria, insieme alla somma per ricomprare i bicchieri andati in frantumi dopo l’ultima folle cena. —
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