Toscana
Sgominata la banda dell’oro: restituiti 15mila euro di monili
Marina di Pisa: dopo mesi di indagini i carabinieri denunciano due donne per furto e ricettazione. Con i complici rubavano chiavi e carte di circolazione dalle auto per entrare in casa
PISA. Seguivano sempre lo stesso copione. Prima sfondando i finestrini delle auto. Poi rubando il libretto di circolazione e le chiavi di casa spesso custodite sotto il cruscotto. E alla fine facevano irruzione fra le mura domestiche, ripulendole di tutto l’oro che c’era nascosto.
Le due donne – ora denunciate per furto e ricettazione – erano arrivate a metterne da parte mezzo chilo e di lì a poco avrebbero incassato quindicimila euro dal mercato nero. Ma per fortuna sono state fermate dai carabinieri di Marina di Pisa, che dopo un lavoro svolto su tutto il litorale per cinque mesi (da marzo a luglio) hanno segnalato in Procura per furto e ricettazione due donne sinti di 30 e 40 anni, con ogni probabilità aiutate da alcuni complici che si occupavano della parte “casalinga”.
Entrambe – fermate in auto nei pressi del porto di Pisa – avevano preso in affitto un appartamento al mare come base d’appoggio per i raid. Non è stato facile per i militari arrivare a stabilire un nesso fra i furti in auto (che avvenivano principalmente nella zona del porto, ma anche sul lungomare e in altre parti del litorale) e quelli in casa. Le statistiche, tuttavia, non mentivano: troppi gli episodi, tanto da convincere gli uomini dell’Arma a fare ulteriori approfondimenti. Che hanno portato a sgominare la banda delle ladre, da qualche tempo trasferitesi nel Pisano insieme ai presunti complici. In macchina i carabinieri hanno trovato tutto l’oro rubato: mezzo chilo per un valore commerciale di circa quindicimila, già restituito ai legittimi proprietari. Alcuni di loro, appena hanno saputo la notizia del ritrovamento, avevano le lacrime agli occhi. Troppo bello poter rivedere (e riavere) i ricordi appartenuti a madri, padri, nonni e antenati in generale.
Gli episodi accertati sul litorale sono stati una decina. Ma potrebbero essere molti di più, considerando anche tutti quei libretti di circolazione con l’indirizzo diverso dalla residenza o i casi in cui nel cruscotto non sono state trovate le chiavi di casa. Vittime le persone che avevano deciso di trascorrere qualche giornata primaverile in riva al mare, che poi sono state raggiunte dalle ladre (o dai loro complici) nel luogo di residenza. Dritte in casa, probabilmente dopo che venivano osservate da giorni, approfittando di una loro momentanea assenza. Pisani, ma anche samminiatesi. I raid si sono spinti un po’ in tutta la provincia. Per altro – secondo quanto ricostruito – la banda delle ladre era molto esperta, perché era solita percorrere tutto lo Stivale per ripetere le stesse azioni.
In Toscana, ma non solo. Anche in altre regioni. Con lo stesso modus operandi: affittare casa, sfondare le auto, rubare carte di circolazioni e chiavi e poi tutto l’oro. Oro che sarebbe stato poi piazzato dai ricettatori locali, conosciuti attraverso l’esperienza del mestiere. Ma ora sono state scoperte: cruciale (per la denuncia per furto) la testimonianza di una coppia di anziani che ha riconosciuto i loro volti. Così, dalla ricettazione per l’oro trafugato e trovato in macchine, grazie al lavoro dei militari sulle donne pende anche la doppia denuncia per furto.
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