La protesta
«Riscopriamo la pisanità, Teatro Rossi da acquisire»
Andrea Buscemi svela i suoi piani da assessore: riporterò la statua di Fibonacci in piazza XX Settembre, non disperderemo il patrimonio delle associazioni culturali
PISA
«Riscopriamo la pisanità» è la frase chiave usata da Andrea Buscemi, nuovo assessore alla cultura, per illustrare le linee guida del suo programma. Nella sala stampa di Palazzo Gambacorti c’è il pieno di microfoni e telecamere. Buscemi, ora, fa notizia sempre e comunque. Come l’auto su cui è arrivato in Comune: multata sotto il municipio per divieto di sosta. Così, quel «riscopriamo la pisanità», riferito ai temi culturali, viene subito associato ad un altro slogan leghista (“prima i pisani”) utilizzato per le politiche sociali cascinesi.
Eppure, l’attore e regista spiega i suoi propositi da assessore con evidente entusiasmo e convinzione. «Divenire l’assessore alla cultura del Comune di una città così importante è uno sprone straordinario e un compito galvanizzante». Anzitutto, però, vuole essere «rassicurante dopo le voci che ho sentito in giro: il patrimonio di esperienze di vario tipo e tendenza di una città così multiforme e variegata non va assolutamente disperso. A Pisa il sistema dell’associazionismo culturale è una miniera di sollecitazioni ed input che ha pochi eguali. Con il sindaco Michele Conti abbiamo in mente di approfondire il rapporto con le situazioni storicizzate e anche le nuove iniziative più meritevoli che non solo andranno sostenute, ma anche incentivate. Ben presto saranno attivati i bandi necessari per valorizzare nuove idee e progetti».
La riscoperta della pisanità passa da un’iniziativa-simbolo: «Il ripristino in piazza XX Settembre della statua dedicata a Leonardo Fibonacci (uno dei nostri maggiori vanti, troppo poco ricordato) che si trovava in quel luogo dal 1863 e fino ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Per anni al Giardino Scotto, è ora conservata all’interno del Camposanto di Piazza dei Miracoli. Interloquiremo con la Sovrintendenza l’Opera del Duomo perché possa essere coronato il sogno di tanti pisani che ne auspicano la ricollocazione. Guarderà in faccia la statua di Garibaldi dall’altra parte del Ponte di Mezzo».
Il “manifesto” di Buscemi: «Mentre l’eccellente esperienza di Palazzo Blu ha finalmente colmato un grande vuoto e attendiamo l’inaugurazione del Museo delle Navi antiche, per noi la parola cultura significherà un chiavistello per scardinare le distanze, perché vogliamo unire il Palazzo alla città stessa, in una sorta di continua osmosi. Dunque la cultura (teatro, musica, mostre) dovrà transitare in tutti i luoghi a nostra disposizione: gli Arsenali Repubblicani, la Fortezza Sangallo, la Spina, senza dimenticare il litorale».
Riflettori specifici sui teatri: «Baluardo principale di questa resistenza al degrado culturale italiano resterà naturalmente la Fondazione che gestisce il Teatro Verdi, uno degli spazi più belli d’Italia e luogo di grandi fermenti artistici, contenitore di variegate qualità multiespressive, a cui il Comune intende continuare a dare il proprio appassionato sostegno». La giunta, aggiunge, «vorrà anche risolvere l’annosa questione del Teatro Rossi di piazza Carrara, il vero spazio di prosa della città: avvalendoci della legge sul federalismo culturale, la mission dovrebbe essere quella di contrattarne la cessione da parte del demanio per ristrutturarlo definitivamente rispettando anche, mi affretto a precisare, l’esperienza artistica e sociale che ora vi si svolge». —
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