Il Tirreno

Pisa

i programmi del nuovo assessore 

Bancarelle in piazza Duomo l’ipotesi torna sul tavolo

Francesco Loi
Bancarelle in piazza Duomo l’ipotesi torna sul tavolo

Paolo Pesciatini non chiude la porta: «Ogni soluzione rispettosa dei luoghi sarà presa in considerazione». I progetti nei settori del commercio e del turismo

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PISA

“Fare anima”. Usa la frase simbolo dello psicologo americano James Hillman per spiegare, in sintesi, quali sono i suoi propositi da assessore. E non con deleghe qualsiasi, ma quelle a commercio, turismo e litorale. Tutti pilastri economico-sociali della città. Paolo Pesciatini ha rilevato la stanza del suo predecessore Andrea Ferrante al secondo piano di Palazzo Gambacorti. «Mi anima una sincera determinazione nel voler operare nell’interesse di Pisa e una trepidazione che si deve al rispetto di una città importante come questa», dice sottolineando il messaggio di questa premessa e la sua condizione politica di indipendente il dirigente di Confcommercio (in aspettativa).

«Pisa non deve perdere la memoria di sé. Una sfida prioritaria e tutti hanno una responsabilità di questo, nessuno può essere indifferente rispetto alle esigenze della città». C’è un obiettivo che lega tutte le sue deleghe: «La promozione del prodotto turistico. Una ricchezza già presente, ma che deve essere assemblata. Aeroporto, porto, servizi, offerta commerciale, percorsi diversificati. Si tratta di mettere in piedi un progetto legato al nostro sistema di accoglienza e soprattutto comunicare in tempi turistici, ovvero adeguati, il nostro prodotto. Ma questo si può fare solo attraverso la partecipazione di tutti i soggetti in campo».

Un partner è già individuato, ma da Pesciatini viene visto come traino per tutti gli altri: «La Camera di Commercio e l’esempio è Terre di Pisa, un prodotto turistico che identifica le peculiarità agroalimentari, artistiche, storiche, naturali dell'entroterra pisano. Tutti gli altri soggetti devono essere protagonisti, non li voglio nominare proprio per non escludere nessuno».

L’altro obiettivo principale è «la tutela del nostro commercio tradizionale, identitario. Ci sono elementi nella nuova normativa su cui lavorare, offrono gli strumenti per la salvaguardia delle strutture esistenti, contrastando aperture che con la tradizione non hanno niente a che fare», il riferimento è alle proroghe anti-pub e kebab, che bloccano però anche l’apertura di nuovi locali e ristoranti nelle zone del divieto, in pratica tutto il centro. «Alla base di tutto - insiste Pesciatini - c’è la concertazione. Tutte le associazioni di categoria devono essere attive, il mercato si tutela insieme».

Ma la grande sfida è il piano del commercio, obiettivo non centrato (se non parzialmente) dall’amministrazione precedente. «Sì, dobbiamo mettere mano al Piano del commercio su aree pubbliche. E sarà giusto arrivare a dotarci di questo strumento prendendoci tutto il tempo necessario. Occorre lavorare ad una soluzione per i nodi gordiani». Uno su tutti, le bancarelle di piazza Manin. «Nessuna soluzione che sia conforme al rispetto dei luoghi verrà esclusa», dice l’assessore e quindi va considerata un’apertura anche al rientro in piazza Duomo, magari in modo transitorio.

Pesciatini pensa ad una promozione sinergica del territorio, «dalla Certosa di Calci alle terme di San Giuliano. «E il litorale deve essere considerato una presenza effettiva della città, prendiamo coscienza di questo. Ma è l’immagine di Pisa nel suo complesso che deve essere amplificata. La Torre non deve fare ombra, ma luce nel mondo su tutta la città». —



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