Attenzione
È di Calci il muratore campione maestro dei muretti a secco
Maurizio Bertolini ha guidato la squadra italiana che ha trionfato in Trentino Battute Francia e Giappone. Segue l’antica tradizione insieme a due pisani
CALCI. Maurizio Bertolini è l’ultimo maestro che costruisce muretti a secco. Una tecnica particolare che affonda le radici nei secoli e conferisce sicurezza agli oliveti del Monte Pisano. Il più abile a tirare su muretti a secco, a livello europeo, è proprio l’artigiano calcesano. Ha imparato i segreti dell’arte dai nonni contadini. Nei giorni scorsi si è affermato al concorso internazionale di Terragnolo, in Trentino. Ha guidato la formazione italiana composta anche da Alessandro Bonanni e Roberto Baldini, il primo presidente della Cooperativa del Lungomonte Pisano, l’altro ex direttore dell’ospedale di Volterra.
Tre toscani nella sfida internazionale con la Francia e il Giappone temibili concorrenti. I Transalpini, sasso dopo sasso, hanno conteso il successo alla squadra italiana che, con Bertolini, ha conquistato il primo posto. La due giorni tra i terrazzamenti Alpi si è rivelata una festa tutta naturale, l’imprimatur della Scuola della pietra a secco e l’Alleanza mondiale dei paesaggi terrazzati.
Bertolini, 40 anni da poco compiuti e sposato con figli, conosce il monte Pisano come le sue tasche. Ci vive da sempre. Prima a Tre Colli ora a Montemagno. Per lui i muretti a secco non hanno più segreti. Corrono sui terrazzamenti tra gli ulivi e le viti. «Si dice che sono costruiti a secco perché la posa in opera non richiede l'uso di malte», spiega. Nessuna materia aggiunta, solo, l’arte di chi, pietra su pietra, ha saputo creare i muretti autentici piccoli grandi capolavori. C’è l’intento di preservarli. La grande muraglia, estesa per chilometri, ha una funzione precisa, in primis impedisce il ristagno delle acque, facilita il drenaggio delle rocce e ne ostacola i cedimenti. Si deve soprattutto a Bertolini se le tante, troppe falle vengono colmate, riassestate le fratture. Ecco quelle che gli anziani chiamano prode. Uno spettacolo vedere comporre gli abili incastri di un puzzle perfetto. È un generoso. La sua abilità la mette a disposizione degli altri con slancio volontario, tenendo dei corsi.
Ma in concreto come si procede? «Si effettua uno scavo di fondazione e si posizionano assi verticali in legno per delimitare il muro da costruire. Poi le pietre vanno a incastro. Per il drenaggio, nella parete retrostante, serve il pietrisco che favorisce l’uscita dell’acqua». Non costruisce solo muretti a secco l'artigiano calcesano. Utilizza la stessa tecnica per realizzare lavori decorativi, con l’ausilio di ferro e cemento. E all’occorrenza si dedica ad arredi urbani. Fioriere, pozzi da giardino, panchine, fontane: tutto esce dalle mani ormai molto esperte. Curata la scelta come la disposizione di ogni singolo elemento, che è mai casuale. Al termine di ogni lavoro è solito ripetere: «Il difficile sta nel non farlo sembrare nuovo, ma farlo come se fosse sempre stato lì».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
